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Giugno 2016 
Come accade quando ci si mette a fare un puzzle, quando aggiorno il sito, giorno dopo giorno, un pezzo dopo l’altro, imparo eventi storici, personaggi, aspetti culturali, o addirittura luoghi di Milano a me sconosciuti, che mi fanno conoscere meglio la mia Città. Finalmente. 

E questo, accade semplicemente… chiedendo. 

 

 

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Chiedendo al Marelli, alla Cavanna, al Barbato, alla Bottini o alla Lauzi, al Gandini, a tutti questi personaggi, te incluso, che amano la nostra Città, e che sono sempre disponibili a trasmettere le loro preziose conoscenze.

A loro/te mi rivolgo tutte le volte che ho un dubbio o la necessità di un chiarimento, ed ogni volta ricevo nuovi stimoli per aggiungere ulteriori tasselli al “puzzle di Milano”, che… fortunatamente non avrà fine.

È successo anche per il racconto relativo alla presentazione del libro “La Milano di Paolo Valera” tenutosi il mese scorso al Filologico, quando ho chiesto aiuto al Marelli e alla Cavanna. 

In una mail, la Cavanna mi suggeriva di cambiare il titolo del racconto con: Và là, và là Valera! – motivando il suggerimento col fatto che la frase, è un modo di dire legato proprio al personaggio. Ha poi aggiunto - «senti il Marelli cosa dice. Lui sa sicuramente darti informazioni in merito più precise ».

Mi è parso una buon suggerimento, ed ho scritto al Roberto il quale m’ha risposto con questa mail:

«Paolino Valera entrò più volte in polemica con il fondatore del Teatro Milanese, lo scrittore Cletto Arrighi, al quale dobbiamo il nome del movimento letterario di metà ottocento: la Scapigliatura! 

Arrighi rispondendo ad un ennesimo libello del Valera contro il Teatro Milanese, coniò il detto: Và là, và là Valera! ...tuttora in uso a Milano per far capire a qualcuno di non prendersi troppo sul serio!

Ciao Roberto. »


 Ulteriori possibili approfondimenti derivanti dalla lettura della mail:

Per saperne di più su Cletto Arrighi, anagramma di Carlo Righetti clicca qui.

Per saperne di più su libello clicca qui.

 

Le telefonate (vecchio, ma sempre valido mezzo di comunicazione) sono per me fonte di ulteriori stimoli, ed  ora, quando chiamo il Marelli, prima di comporre il numero mi preparo con carta e penna… 
Nell’ultima telefonata, mi ha minuziosamente e piacevolmente raccontato alcune vicende giornalistico/letterarie, e divertenti aneddoti accaduti tra importanti personaggi di cultura contemporanei al  Valera, ed a lui legati.

Con gli appunti alla mano, qualche giorno fa sono andato… al Cimitero Monumentale per vedere e fotografare dove erano sepolti alcuni di questi personaggi. Ecco cosa ne è venuto fuori. Per ora…

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Sotto la bella foto scattata dal Michele, l’anno scorso a Novembre  dell’entrata del Cimitero Monumentale, sul lato destro in verticale, c’è la foto che ho scattato al Famedio Levante Superiore, Edicola F, dei Cittadini Noti e Benemeriti di Milano, Ossario D.

A destra di questa, ce n’è un’altra, in un’inquadratura più ravvicinata, puoi notare la colonna al cui interno sono racchiuse le ceneri di Enzo Tortora. L’effige recita: CHE NON SIA UN’ILLUSIONE. A lato, tra le nicchie di altri Cittadini Noti e Benemeriti, ho evidenziato con dei numeri, quelle di: Paolo Valera, Walter Valdi e Renzo Palmer. 

Le tre inquadrature più ravvicinate, permettono di leggere, dei tre Cittadini Benemeriti, oltre alle date di nascita e morte, anche i nomi all’anagrafe.

L’aver fotografato la nicchia del Walter Valdi, è stato un dovere ed un ricordo al grande compositore milanese, invece averlo fatto per Renzo Palmer, che pure tutti ricordiamo ed abbiamo apprezzato come attore, è stato un segno d’affetto nei confronti del Marelli che  m’ha detto essere stato suo amico e collega nella terza edizione del mitico Milanin Milanon, a cura e regia di Filippo Crivelli.

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Purtroppo, nella Galleria del Famedio di Levante, la luce era scarsa, e la fotografia permette di vedere a mala pena l’intestazione della lapide che ci interessa, quella di Giuseppe Rovani, che come riportato dell’epigrafe recita:

CON INTELLETTO, CON ARTE, CON DOTTRINA AMMIREVOLE,  
VOLSE IL ROMANZO A FINI STORICI E ALTAMENTE CIVILI.

Il Rovani era un personaggio sarcastico e tagliente, aggettivi che mi sono suggeriti dopo aver ascoltato due aneddoti che il Marelli mi ha raccontato, (“un litro in quattro” e “un verme solitario”) riportati nel libro, “Rovaniana” a cura di Carlo Dossi.

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Sempre al Monumentale, al reparto 10, giardino 207, in una situazione decisamente più luminosa, posizionato al centro di un monumento funebre, ritratto a mezzobusto che lo raffigura con un’espressione, a parer mio emblematica, si trova l’Edoardo Ferravilla.


 Ulteriori possibili approfondimenti derivanti dalla telefonata: 

Per saperne di più su Giuseppe Rovani, clicca qui.

Per saperne di più su Edoardo Ferravilla, clicca qui.

Per saperne di più su Carlo Dossi, clicca qui

 

Mio caro, spero di essere riuscito a spiegarmi, per quale motivo, una semplice domanda rivolta ad una di questi personaggi, si trasformi in una “potenza di fuoco” della storia meneghina, assolutamente da sfruttare.

Sono/siete… una cannonata   smile25x3

elbor

 

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Il quadro di papà (dipinto su un'assicella) privo della "elaborazione a puzzle" posto all'inizio come capolettera.

 

Ps. Questo racconto l'avrei voluto titolare: Siete una cannonata monumentale. Mi sembrava carino visto che il luogo dell'approfondimento trattato era il Monumentale, ma poi ho avuto paura dei gesti scaramantici e mi sono trattenuto... smile25x3 però non era male, vero? 

 Ancora un saluto e un sorriso   smile25x3  elbor 


 

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Se scrivom... elbor 

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