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Venerdì 14 de luj 2017

Ieri sera, con una bella serata, allegra, vivace e “ballerina”, i milanes hemm festeggiaa i 60 ann del Rock and Roll, in Itali. E dove poteva farsi “paracadutare” una musica con tanta energia, così dirompente e ribelle? A Milan!

 

 

 

 

 

Ieri sera, nel cuore dei futuristi palazzi della Regione, nella spettacolare piazza Lombardia, si è concluso con l’esibizione delle band finaliste e con la partecipazione di importantissime pietre miliari del Rock italiano, il primo Milano Sound Facatory per commemorare i 60 anni del Rock and Roll in Italia.
La serata, presentata in tandem da Pietra Loreggian conduttrice di RDS e Dario Salvatori, in collaborazione con Pirelli, Fondazione Pirelli e Regione Lombardia, (spot SAB) e la partecipazione organizzativa di Marco Balsamo di Scopri Milano (già amico del nostro sito in occasione di Expo Milano 2015 - vedi qui) è iniziata con l’esibizione delle tre band emergenti, che si sono guadagnate il palco, per aver ricevuto il maggior numero di preferenze nelle tappe itineranti del concorso.

I tre brani eseguiti da ciascuna band, hanno permesso alla giuria di stabilire la vincitrice, la quale si è assicurata ben 10 ore di registrazione, in una importante casa di produzione, per la realizzazione di un loro album.

Dopo l’energia trasmessa dall’esibizione delle bands , i Big, hanno portato il pubblico già “caldo” per la grinta competitiva dei giovani, ad un crescente coinvolgimento che ne ha impedito la staticità. Alfredo Lallo e Tony Ray si sono esibiti con una verve e un vigore irresistibile, Mal… neanche a dirlo, ha emozionato il pubblico femminile, che ballando come da ragazzine, smile25x3 non hanno mai distolto gli occhi dall’ancora affascinate Mal, accompagnandolo per i tre classici brani inglesi/americani che ha interpretato. Devo dire che in verità anche i maschietti si sono agitati.

L’interpretazione di Gino Santercole, ha coinciso con la “perdita di vergogna” da parte di alcune coppie di spettatori, che portandosi sotto al palco hanno cominciato “sgambettare” e volteggiare a tempo di Rock and Roll. (Provocando al mattone che scrive un’invidia pazzesca). In pista, tra le coppie rock-eand-roll-egginti mi hanno colpito quella formata dal Michele Longo (insegnante di ballo presso una scuola di San Donato Milanese) e la sua dama, e quella dell’Alarico Zeni (91 anni – che mi ha fatto venire il fiatone al solo guardarlo) e la sua accompagnatrice.

Il grande Riky Gianco, con la bravura, l’esperienza e la professionalità che gli anni di palco scenico gli hanno dato, accompagnato dall'ottimo chitarrista, Stefano Covri (del quale in chiusura ti propongo una bellissima canzone che ti invito ad ascoltare dopo aver letto "La quadratura del cerchio" **) ci hanno condotto con tre brani di puro Rock and Roll, verso le interpretazioni incredibilmente “rocchettare” di Andrea Mingardi.
Avendo ben chiaro ciò che voleva trasmetterci, Andrea ci ha chiesto di avvicinarsi al palco, «di più, venite più sotto, sotto, attaccati al palco, come a un concerto rock».
Poi ha attaccato con un’interpretazione grandiosa di “With a little help from my friends”. Tanto forte e grintosa da farmi/farci vedere per forza canora, intensità interpretativa, postura e movenze, persino quelle delle mani “sgraziate” (senza grazia) il Joe Cocker di Woodstock.
Accompagnato da un tastierista e da una corista veramente di livello e dalla band di giovani musicisti, (idem come sopra per i nomi) che di giovane hanno solo l’età, perché in quanto a bravura ed esperienza… gh'hann i speroni** non ha permesso a nessuno del pubblico di rimanere fermo.

È stato davvero bello, ciondolando al ritmo dei brani di tutti questi artisti, scambiarsi occhiate complici e sorrisi di approvazione, non solo con gente della mia età, è stato emozionante alzare il pollice verso il chitarrista dopo il suo assolo e riceverne una strizzata d’occhio.

La serata si è conclusa poi col bel saluto musicale di ognuno degli artisti intervenuti. Tra questi, Ricky Gianco è quello che mi è piaciuto maggiormente.
Arrivato il suo turno, ha intonato ed invitato a cantare “O mia bella Madonina” in versione Rock and Roll. Un bel pensiero a conclusione di questa serata che ha voluto festeggiare i 60 anni di Rock and Roll a Milano. Bravo Riky.

Prima del concerto ho avuto modo di salutare Ricky Gianco, conoscere Eleonora Biscardi, sua manager e chiedergli una cortesia, che naturalmente dipendendo dai suoi non pochi impegni, potrebbe rivelarsi una piacevole sorpresa… per numm-

Te saludi e se vedomm… elbor

 

Ps Gh'hann i speroni è riferito alle galline "vecchie" che col passare degli anni, cresce sulla parte posteriore le zampe, un'escrescenza (come uno sperone) che a detta di mio nonno Piero le differenziava dalle giovani. Diceva anche che la pelle dei nostri gomiti non nasconde l'età, raggrinzendo come... speroni. 

 

 


Fotoreportage

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 A sinistra Michele Longo e Dario Salvatori

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Dario Salvatori intervistato prima dello spettacolo 

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 La giuria

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Alarico Zeni (91 e ti dico solo il numero senza dirti che è riferito all'età) e la sua accompagnatrice

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 Pietra Loreggian di RDS

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 Marco Balsamo, amico di elioborgonovo.it e mio...

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 La serie di foto a Ricky Gianco e il suo occezionale chitarrista Stefano Covri

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 Saluti finali con "O mia bella madonina" a tempo di Rock and Roll

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L'ancora affascinante Mal (lo si vede anche dalla soddisfazione della signora (della compagnia di Michele Longo) nel farsi ritrarre conl mitico Mal

 

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Puoi vedere alcuni video della serata cliccando sulla locandina dell'evento

 


 

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 ** La quadratura del cerchio.

Ricky Gianco è una persona educata, solare e curiosa.
Questo lo affermo perché l’ho conosciuto al bar, al bar Dòmm l’anno scorso, una domenica che assieme alla Paola Cavanna lavoravamo per impostare i gli eventi da inserire ne “I MAI VIST” (l’ultima mostra di papà, quella alla EX-Fornace).
Sedutosi al tavolino a fianco al nostro, con moglie e nipotino per fare colazione, ha scambiato quattro chiacchiere con la Paola, incuriosito dall’iniziativa del Dòmm “Se indovini la parola in milanese di oggi, ti offriamo un caffè” (quello del tesseramento). Prima che se ne andassero gli ho lasciato il mio biglietto da visita ed arrivato a casa l’ho “salutato” su facebook. E lui, prontamente m’ha risposto.

Vedendo che alla serata de Milano Sound Factory era tra gli ospiti, ho voluto andare a disturbarlo prima dell’esibizione, per esporgli un’idea e chiedergli un parere. Nonostante fosse impegnato in una conversazione personale, mi ha dato attenzione, e presentandomi la sua manager, la Eleonora Biscardi, che a sua volta mi ha presentato Stefano Covri, segnalandomi che nel suo repertorio c’è “Non c’è Milano” un brano molto bello che appunto parla della nostra Città.
L’ho ascoltato e a parer mio, per “milanesità” ed “immagini” è al livello delle famosissime “Luci a San Siro” o della meravigliosa “Milano”.

Ascoltandolo una seconda volta ho prestato più attenzione all’apertura del video e quando ho letto, Fabrizio Canciani…. Mmmm e Stefano Covri. Ho bloccato il video e ho fatto una ricerca nel mio/nostro sito, impostando: Fabrizio Canciani.
Risultato… Il primo contatto (inconsapevole) con Fabrizio Canciani l’ho avuto nel luglio del 2015 quando tra le carte di mio padre ho trovato un dattiloscritto di un suo racconto, intitolato “Sporchi di luce” portato in regalo a papà da Artemio Nicolini , suo grande amico. Del quale conservo il bracciale militare –matricola 54083 - che indossava nel naufragio della nave in cui era imbarcato durante la seconda guerra mondiale, regalato a mio padre). Per leggere quel post clicca qui, quello del novembre 2015, clicca qui.

Artemio, papà e Fabrizio erano tre vigili (te li ho scritti in ordine di età) che sono scomparsi a breve distanza uno dall’altro, Fabrizio per primo per una terribile malattia (SLA). Papà un pittore, Artemio un comunista viaggiatore del mondo e Fabrizio uno scrittore, musicista e un uomo di grande forza e dignità morale, che ho solo potuto intuire tramite alcuni suoi scritti ed in particolare una lettera, davvero toccante.

“Per caso” e per una parola in milanese ho conosciuto Ricky Gianco, che suona con l’amico Stefano Covri che era amico di Fabrizio Canciani, che era amico di Artemio Nicolini, che era un amico di mio padre, che era el pittor de la veggia Milan. Se questo brano non è la quadratura del cerchio, dimmi tu cos’è.

Per ascoltare il brano di Fabrizio Canciani e Stefano Covri clicca sulla copertina del CD posta a capolettera. 
Più informazioni in proposito cliccando qui.
"Auguratemi buon viaggio" di Fabrizio Canciani clicca qui.

Felice… te saludi e se vedom… elbor

 

 


 

 

 

 

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