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Febbraio 2016 
Solo chi non ha mai cantato: “Il ragazzo della via Gluck” può non aderire all’iniziativa, ma forse nemmeno lui… se ama Milano. Questa è la storia, di uno di noi… 

 

Per leggere tutto il post clicca sull'immagine a lato oppure qui

 

Così cominciava la mitica canzone, che sapevo/so tutta, che la cantavo da bambino, (a volte ancora) quando gironzolando nel mio quartiere (il Chiesa Rossa) andavo a chiamare i miei amici per andare a giocare nei campi intorno a casa, così uguali a quelli via Gluck. Quelli dove Celentano giocava coi suoi amici (così uguali ai miei). Quando ho chiesto a papà (Vigile Urbano) dove fosse quella via, il fatto che fosse tanto lontano dal nostro quartiere, non ha  diminuito la certezza che Celentano avrebbe potuto essere… “questo ragazzo, della via Gluck, si divertiva a giocare con me, ma un giorno disse… il resto la conosci anche tu…

gluck-canzone  Per ascoltare la canzone clicca sulla foto del "molleggiato".

Dicevo... bella iniziativa dell’Associazione Amici della Martesana Greco e Legambiente che hanno organizzato una petizione per chiedere al Sindaco di Milano, la riqualificazione del tratto di via Gluck, tra via Bruschetti e viale Lunigiana, (quello della famosa canzone di Adriano Celentano) attraverso il progetto condiviso con gli abitanti, che consentirà di liberarsi dal parcheggio selvaggio, inserendo la strada nello ZTL, tra l’altro.

Più informazioni relative all’Associazione Amici della Martesana Greco, sulla giornata del 13/2/2016 e per la scheda di raccolta delle firme clicca qui

gluck-tg  Per vedere il servizio del TG1 del 6/2/2016 dedicato all’iniziativa clicca sulla foto a lato.   

Se vedom... elbor 

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Tratto dal sito dell’Associazione Amici della Martesana Greco

... Al Festival di Sanremo di cinquanta anni fa, Adriano Celentano si presentò con una canzone che raccontava la  storia (vera) di un ragazzo (lui), nato a Greco al tempo in cui i ragazzi correvano tra i campi verdi  e respiravano aria pulita, quella ballata denunciava  la scomparsa, sotto una valanga di catrame e cemento, di quel mondo.

Il “Ragazzo della via Gluck”  fu qualcosa di più di una ballata musicale, uno dei primi fermenti della coscienza ambientalista ed ecologista, un grido di dolore contro un’insensata identificazione del progresso con la cementificazione incontrollata, un messaggio ancora attuale, un simbolo vivo, un invito al rispetto della natura che è passato di generazione in generazione.

Quel tratto di via Gluck,  che l'amministrazione comunale ha accettato di preservare inserendola tra i beni paesaggistici e culturali, meta quotidiana di turisti provenienti da tutto il mondo, è ora in stato di forte degrado, a cinquant'anni da quel messaggio, vogliamo che via Gluck rinasca, liberandola dal parcheggio selvaggio, rifacendo una nuova sede stradale e una nuova e più adeguata illuminazione e, laddove possibile, si inseriscano alberi e aiuole. ...

Per il PDF della petizione clicca qui.

 


 

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11 Febbraio 2016

Il sempre attento ed attivo Roberto Marelli, mi ha segnalato e passato il materiale, ad integrazione del blog che qualche giorno fa ho pubblicato sulla pagina Facebook e qui sul sito di papà, un articolo di Marco Balsamo, apparso sul mensile Vivere Milano, col quale anche lui collabora, che riporta la notizia dell’iniziativa per la raccolta di firme, per liberarsi dal parcheggio selvaggio  ed inserire la via Gluck nello ZTL. 

Grazie Roberto. elbor

 pag.giorno

  


  

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13 Febbraio 2016
Oggi sono andato in via Gluck a firmare l’iniziativa che gli abitanti della via hanno intrapreso per “liberarsi” del posteggio selvaggio nella via. C’era tanta bella gente con tanta voglia di stare assieme e ricordare quando.. “il treno fischia così: uau uau…”  

 


 

 Alcune foto scattate all'evento, agli amici incontrati, alla firma e in fine un breve video.

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 All'entrata del portone numero 14 per la raccolta di firme.

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La rappresentanza della Antica Credenza di Sant'Ambrogio:
da sinistra, il Presidente Giuseppe Frattini, il Sergio Codazzi e il Pierluigi Crola in versione "Meneghin".

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Il Crola in mezzo ai "duperdu"     asterisco 

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La raccolta delle firme

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Pierluigi Crola alla firma

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Io alla firma, concentrato per ricordarmi come mi chiamo...

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Pierluigi ed io dopo la firma

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La ringhiera della vecchia casa dove abitava Adriano Celentano 

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Clicca sulla pagina de "IL GIORNO" steso a mo' dì lenzuolo per vedere il breve video "elbor Produzion"
oppure su  youtube-logo  per vedere quello di Produzione: Scopri Milano


 

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Dopo la raccolta di firme per liberare dal "posteggio selvaggio" e la commemorazione per i 50 anni della registrazione della canzone scritta dal Luciano Beretta e dal Miki Del Prete, tenutasi davanti al numero 14 di via Gluck, la casa del cantante Adriano Celentano, una rappresentanza dell’Antica Credenza di Sant’Ambrogio, si è recata al 45 della stessa via.
Al Museo del Manifesto Cinematografico Milano, per contribuire all’evento organizzato dello stesso museo; Fermo Immagine, con la lettura di una poesia di un socio dell’associazione, il Renato Colombo letta dal Pierluigi Crola, che in perfetta armonia carnevalesca ambrosiana, si è presentato con gli abiti originale della maschera milanese: el Meneghin.

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 Qui da sinistra: Fabio Wolf, il presidente dell'associazione ambrosiana Giuseppe Frattini, Pierluigi Crola nei panni di Meneghin e Marta Maria Marangoni.


 

    asterisco  La locandina dello spettacolo che i "duperdu" hanno tenuto nel fine settimana. Di "loro" te ne avevo già parlato, dopo aver visto il bello e divertente spettacolo al Teatro Ringhiera i primi giorni di Dicembre. In "Zin Zet Forbesetta" lei era la Regista e lui l'attore/musicista che completava il quartetto di bravi attori. Per ricordare clicca qui.

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