panerada

Aprile 2015
Non era iniziato bene quel giovedì, ero inverso e malmostoso, così nel pomeriggio ho preso la bici e sono andato a fare un giro in centro.
Un'amica mi aveva mandato, qualche giorno prima, una mail dicendomi che all'Antica Credenza di Sant’Ambrogio, giovedì 23, festeggiavano San Giorgio, come ai tempi degli Sforza, con “una torta speciale”; la panerada. Booohh… mi son detto, ci faccio un giro. 


On tocchèll de  panerada e quatter ciaccer cont i amis e passa tusscòss. 

Come dicevo, non ero al massimo, così sono uscito. Prima ho guardato  su Google Maps, ed ho visto che L'Antica Credenza di Sant’Ambrogio si trova in via Rivoli, che è vicino al Castello Sforzesco, (adesso è così, si usa il Google Maps  perché lo stradario delle Guide Telefoniche, quello che ne tenevamo una copia stropicciata nel porta oggetti della macchina… non so nemmeno se esista ancora). Mi sono detto, se è così vicino al Castello, certamente ha le carte in regola per una festa del 1300. L’associazione… prima che dimentichi, vi do il link: http://www.anticacredenzasantambrogiomilano.org/default.htm si trova in questa “viuzza” dalla viabilità… particolare, in un negozio a una sola luce. Guardandoci dentro, dalla porta lasciata volutamente aperta, c’erano una quindicina di persone, uomini e donne, non più giovanissimi, che seduti e non, attorno ad un tavolo, prendendo dai vassoi dei pezzetti di un dolce giallo-paglierino, con lo zucchero a granellini in superficie, e mentre chiacchieravano, lo intingevano nei bicchierini di carta che tenevano in mano, e… se lo mangiavano.

Entrando, ho dovuto torcere il busto per non urtare i ròccol che seguivano a raccontarsela e puccià in del biccer i tocchei de dulz per poi mangiarlo. Individuato un uomo che momentaneamente era senza interlocutore, mi sono avvicinato e detto: Salve, volevo assaggiare questa torta… la PANELATA, mi chiamo Ivo Borgonovo, posso? 
Il tipo, con un sorriso divertito m’ha detto: salve, mi chiamo Colombo, e quella torta si chiama pa.ne.RA.da, con la “erre”. Tentando di recuperare la figuraccia gli ho detto: pensavo che si chiamasse così perché viene fatta  “int una panela” (in una pentola), lanciandomi in un milanese di mia invenzione. 
Lassa stà giovinòtt, hoo capii… m’ha detto il Colombo, e prendendomi sotto braccio mi ha avvicinato al tavolo, m’ha versato un po’ di panna nel bicchiere, offerto un pezzetto di Panerada, e fatto cenno di “pucciarla” dentro e assaggiarla. (Buona, un po’ pesantina, ma buona). Ha poi cominciato a raccontarmi che la Panerada è una delle più antiche e sentite tradizioni della storia milanese… il resto lo trovate sul sito dell’associazione, nella sezione “cultura e tradizione” assieme ad altre interessanti notizie.

Dopo “un’infarinata” sulla storia e la tradizione della panerada, il signor Galli, segretario dell’associazione, mi ha detto che il Colombo è “il poeta dell’associazione” e per farmi capire il suo di talento, (custode di storie e tradizioni meneghine) mi ha raccontato, naturalmente in dialetto milanese, che il cognome Colombo, una volta, veniva dato ai neonati abbandonati nella “ruota”. La ruota? ho chiesto. La ruota, la ruota… che c’era sulla porta dei conventi, ha continuato il Colombo; come l’Esposito per i napoletani, che... http://www.cognomix.it/news-397-lorigine-del-cognome-esposito.php# .
Il Galli, vedendomi stupito, ha rincarato la dose: - qualche anno fa l’avevano messa anche alla Mangiagalli. Non per diffidenza, ma per curiosità, una volta a casa sono andato in internet e ho trovato conferma sul sito de - Il Giorno.it. Un articolo del luglio 2012, che dava la notizia che nella “Culla della vita”, versione moderna della medioevale “ruota”, adottata dalla clinica Mangiagalli dal  2007, la notte precedente era stato lasciato un neonato, che stava bene e si chiama Mario. 

Il presidente Giuseppe Frattini, mi ha regalato alcune delle pubblicazioni tematiche che l’associazione ha realizzato, “Storie di cibi e vini, con proverbi della tavola” o “La bosinata di Vione” tra gli altri, e mostrato il programma fino a giugno, denso di appuntamenti, lezioni, corsi ed iniziative, che visto il nome dell’associazione Antica Credenza… promettono bene. 

 barbato-paerada

Ho poi incontrato un personaggio che ha fatto e tuttora fa “Storia” nel panorama meneghino; il Tullio Barbato. Mi permetto di chiamarlo così, senza anteporre “dottor” approfittando dell'amicizia che papà aveva nei suoi confronti e che il dottore sta manifestando nei miei, quando lo importuno con le mie domande… de barlafus
Giornalista di livello, ha lavorato per “Il Messaggero” all’Agenzia Italia, per “Il Giorno” il “Corriere della Sera” solo per citarne alcuni, dalla metà degli anni settanta, direttore di Radio Meneghina è un prezioso scrittore e narratore della storia milanese. Quando lo incontro in qualche manifestazione culturale, so per certo che mi trovo in un… Evento.

Ho chiesto al Colombo, se è disponibile a darmi qualcosa di suo, un racconto o una sua poesia, l’ideale sarebbe in dialetto, da pubblicare sul sito. Pragmaticamente meneghino Renato mi ha dato la sua mail. 

Insomma, ho trascorso un bel pomeriggio, conosciuto e incontrato persone piacevoli, interessanti e festeggiato San Giorgio come gli Sforza… nel 1300. E dire che era cominciata storta!

Ciao, el bor

Consulenza per il dialetto: Angela Turola e consorte

Commenti  

#4 paperino 2015-05-09 09:00
nuovo commento x vedere se a borfine e a me arriva comunicazione
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#3 pluto 2015-05-09 08:58
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#2 pluto 2015-05-08 22:13
Dopo “un’infarinata” sulla storia e la tradizione della panerada, il signor Galli, segretario dell’associazione, mi ha detto che il Colombo è “il poeta dell’associazione” e per farmi capire il suo di talento, (custode di storie e tradizioni meneghine) mi ha raccontato, naturalmente in dialetto milanese, che il cognome Colombo, una volta, veniva dato ai neonati abbandonati
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#1 pippo 2015-05-08 22:06
Ho poi incontrato un personaggio che ha fatto e tuttora fa “Storia” nel panorama meneghino; il Tullio Barbato. Mi permetto di chiamarlo così, senza anteporre “dottor” approfittando della amicizia che papà aveva nei suoi confronti e che il dottore sta manifestando nei miei, quando lo importuno con le mie domande… de barlafus.
Giornalista di livello, ha lavorato per “Il Messaggero” all’Agenzia Italia, per “Il Giorno” il “Corriere della Sera” solo per citarne alcuni, dalla metà degli anni settant
Ho poi incontrato un personaggio che ha fatto e tuttora fa “Storia” nel panorama meneghino; il Tullio Barbato. Mi permetto di chiamarlo così, senza anteporre “dottor” approfittando della amicizia che papà aveva nei suoi confronti e che il dottore sta manifestando nei miei, quando lo importuno con le mie domande… de barlafus.
Giornalista di livello, ha lavorato per “Il Messaggero” all’Agenzia Italia, per “Il Giorno” il “Corriere della Sera” solo per citarne alcuni, dalla metà de
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