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Maggio 2016 
Di solito, quando vado dalla Ada, non c’è nessun libro, foglio, appunto  sul tavolo ad aspettarmi. Lei, con la sua eccezionale memoria, non ha bisogno di leggere le sue poesie, che le chiedo di registrare. Io chiedo, lei la recita, così d'amblè. Solo quando prendo in mano il registratore, mi dice… spetta che voo a toeu el quadreno, per vess pussee sicura.

 

 

 

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E di nuovo… la recita a memoria, senza guardare la pagina del quaderno. Ma questa volta aveva un libro davanti a lei. E dopo le chiacchiere su tempo e salute (mia, perché lei sta bene, a parte il freddo che sente – non solo lei) etc. etc. mi ha detto… 
- Il primo di maggio, è stato il compleanno di una donna davvero speciale, una persona alla quale io ho voluto, e voglio, molto bene! La Mirellina Zagni Sarto! La conosci?
Nnnno non l’ho conosciuta. Peccato – ha risposto - era proprio una donna speciale, e anche una brava poetessa. Mi piacerebbe leggerti della poesia che sono su questo libro, che il marito, il Mario, ha pubblicato dopo la sua scomparsa. Le puoi mettere sul sito?

Mio caro… ecco le poesie che Ada Lauzi ha scelto di leggere per ricordare questa bella amicizia. 

Naturalmente non mi sono astenuto dal fare una ricerca in rete, e… la rete è grande, ma il mondo è piccolo, come recita un famoso proverbio. 
L interessante sito che ho trovato e che ti consiglio di visitare, si chiama MILANESÍABELLA ed è una antologia permanente dei poeti e letterati milanesi, classici e moderni, vecchi e nuovi, curato da… Angela Turola Peirone, grande amica di Ada Lauzi, attenta conoscitrice della cultura e del dialetto milanese, che ho avuto il piacere di conoscere di persona, l’anno scorso proprio a Maggio, in occasione della Messa in milanese, organizzata dalla Ada Lauzi, prima della sua ultima lezione di milanese. Per andare al racconto pubblicato sul sito, clicca qui.

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Per andare al sito di MILANESÍABELLA clicca sulla manchette qui a lato, mentre per leggere direttamente il profilo biografico di Mirellina Zagni Sarto, clicca qui.

 

Buona lettura ed ascolto elbor

 


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La dedica del marito sul libro
Questo libero, omaggio ad una moglie meravigliosa, al fianco della quale ho avuto la grande fortuna ed il privilegio di trascorrere quasi mezzo secolo di vita felice, è dedicato ai tanti amici sinceri che ci hanno accompagnato in tutti questi anni e che ora mi sono ancora tanto vicini. 
Si tratta solo di una parte del lavoro artistico di Mirella , scelto sulla base di un impulso emotivo ed affettivo, che forse non rende sufficiente merito oggettivo alle Sue opere. 
Ma, d’altro canto, la mia scelta non e stata casuale. 
Ho voluto anzitutto privilegiare persone e situazioni care a Mirella; ma ho voluto anche, e soprattutto, evidenziare la sensibilità di una donna che, schiva ed ombrosa al primo impatto, si rivelava poi di grande generosità e disponibilità, specialmente verso i più deboli e i meno fortunati. 
Non credo che in questa raccolta si celino capolavori, né Mirella l’avrebbe preteso, ma per me ogni pagina e come la nota dolce di una melodia che mi risuona dentro, la frase di un concerto che non avrà mai fine.
So che gli amici scorreranno queste pagine con gli occhi dell’affetto, e in esse sapranno vedere e ritrovare nelle opere di Mirella soprattutto la Sua passione ed il Suo amore.

Mario 


 

Legge Ada Lauzi 

Quando me ne andrò

di Mirellina Zagni Sarto

 

Quando me ne andrò

ln quella terra

d`arrivo permanente

sarà un trovarsi

con chi è già là,

con chi verrà,

dove si è tutti uguali,

dove saremo quello che siamo.

 

sarà un abbracciare, 

un parlate, un baciare,

con chi mi aspettava

e sarà il giorno

di maggior bellezza:

la mia vita sarà completa.

 

Non ci deve essere pianto

ne vi dovrà cogliere

nessuna nostalgia

perché voi siete

i fiori che cercavo,

le mie immagini care

ed io, come l’edera

sarò arrampicata

nella vostra vita.

 

Resterà tutto come prima:

il verde, il bianco,

il caldo, il freddo,

il tempo, la vita...

e sorgerà un altro fiore,

più bello, più forte,

più fiore

e davanti al Signore

sarò senza dolore. 

 


 

Legge Ada Lauzi 

El caffè del podisnà

di Mirellina Zagni Sarto

 

El cantava el canarin

e ronfava la soriana

stravaccada in sul zerbin...

 

Bon odor de bugada

che on sô prepotent

el sugava e riffol de vent,

con man delieada,

sfioraven sul coo i tre donnett.

 

Eren semper Ior tre, semper lor:

podisnà, settà giò rent a l’uss

come ’l fuss on pontell, in ringhera.

 

E guggiaven, parlaven sottvos

poeu, de regola, on bell cafferin

e faseven a toma a mett sù el pignattin.

 

Tutta bianca sul coo, Ia sciora Lina

la mendava i sò pagn, sò de cà;

scossaa negher a poaritt ciar,

quanti guant per i pacch di soldaa

la faseva Ia sciora Maria!

Oeucc celest, ormai senza Iegrìa...

I'Anita, in silenzi, vesin

(che fadiga per no caragnà)

per quel fioeu che ’l saria pù tornaa.

 

Messedaven in quel cafferin

i sò cruzzi, i fadigh, ma el savor

l’era nò cattiveria, ma amor,

desideri de dass ona man.

 

L’è el savor d'ona storia fenida,

gh’é restà el sò ricord in del temp:

ona chicchera succia... ona chicchera Iì... deperlee... 

 


 

Legge Ada Lauzi 

A Mirellina Zagni Sarto 

di Ada Lauzi

 

Voeri ditt “grazie”

per quell fà de sciora

che in silenzi regala tanto amor,

per quell’esempi de umiltà che infiora

i tò oeucc, che soriden con pudor,

grazie per quell tò moeud de vess amisa

in di moment difficil, pussee gramm,

del tò savè scoltà con ment e coeur,

quietta carezza sora quell che doeur,

de quel gran merit de portà la cros

quasi sott’vos, senza pesà su i alter

ma per i alter, pronta a fass in cent

col coeur in man, e senza vorè nient. . . 

 


 

Legge Ada Lauzi 

Te piangi nò 

di Paola Cavanna

 

M’hann pientaa in man ona fotografia

con sù el tò bell faccin tutt sorident

quasi a scusass de vess andada via

con pòcch disturb, de bòtt, senza dì nient.

 

Ma piangi nò Mirella, la toa ombria

mì la vedi visin, pròppi chi arent

te gh’hee in scòssa on fiolin, chi voeu ch’el sia?

el tò bambin te brascia finalment!

 

Quanti canzon te toccarà cantà

per fall sorid, per fall indormentà

 

e basitt, ganasitt, paròll d’incant

de quei che domà i mamm hinn bon de dì

 

donca s’el vedett pù l’è el grand rimpiant

se gh’hoo de piang, Mirella, l’è per mì! 

 


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 Ada era restia, come hai potuto sentire, ma le ho chiesto che leggesse la dedica,
perché ritengo sia il giusto riconoscimento da parte del marito, che sancisce la bella
amicizia.


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