cartolina-testatina
Novembre 2015
Mauri Super 24h. 
Ho chiamato Maurizio, gli ho spiegato cosa volevo fare e di cosa avrei avuto bisogno. 

 

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24h dopo, nella mia posta elettronica c’era una cartella con foto e indicazioni per il testo. Quando l’ho richiamato per ringraziarlo e chiedergli come avesse fatto a trovare, organizzare e mandarmi tutto, in così poco tempo, m'ha risposto, col suo modo da simpatico “smargiasso”, rafforzato da una bella e sana cadenza milanese:
- huè, io ciò un archivio nel mio PC che fa paura, e il catalogo è al sicuro nel caveau del mio cervello… 

El me fa morì del rid   

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Ps. El me fa morì… in senso figurato.

 


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 Com'erano? Una volta erano così.

 

Oltre al bellissimo Cimitero Monumentale, progettato da Carlo Maciachini, diventato  operativo nel 1866, a Milano esistevano altri cinque Cimiteri, che erano ubicati fuori dalle Mura Spagnole, per le evidenti precauzioni d’obbligo, nel secolo XV, al fine di combattere le pestilenze. 

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La carta qui sopra riporta la posizione, il nome del Cimitero e la data della relativa soppressione. Partendo dall’alto, in senso orario, si trovava: 1 Cimitero di P.ta Garibaldi – Soppresso il 22 Ottobre 1895, 2 Cimitero di San Gregorio – Soppresso il 31 Agosto 1883, 3 Cimitero di P.ta Vittoria – Soppresso il 30 Giugno 1896, 4 Cimitero del Gentilino – Soppresso il 22 Ottobre 1895, 5 Cimitero di P.ta Magenta – Soppresso il 30 Novembre 1895 e il numero 6 indica il Cimitero Monumentale.

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 Il Cimitero Monumentale, aperto nel 1866, qui è “immortalato” con in primo piano le carrozze che  accompagnavano i visitatori ai cancelli d’entrata.

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 Nel 1895 entra in funzione il Cimitero Maggiore, a Musocco (qui sopra). Le operazioni di inumazione eseguite nei cinque Cimiteri soppressi, iniziarono il 23 Ottobre del 1895. 

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Per effettuare il trasporto dei resti, è stato istituito un apposito trasporto tranviario,  la cui stazione di partenza, nel 1906, si trovava accanto alla porta Romana, dove, sino al 1826, c’era il Cimitero di San Rocco al Vigentino. 
I milanesi, ironicamente, chiamavano questo “tram”: la Gioconda
Qui la Gioconda è stata fotografata in prossimità del capolinea  del Monumentale, in via Luigi Nono.

Nota. Dal sito dell’Antica Credenza di Sant’Ambrogio, ho visto che anche il Giovanni Staccotti, nel suo articolo (che puoi leggere integralmente cliccando qui) racconta questa “burla” aggiungendo un dettaglio ancor più divertente in quanto… orribilmente scabroso.

… I vecchi milanesi avevano battezzato con il dissacrante nome di "Gioconda" i tram dipinti di nero, destinati a portare il feretro e i dolenti dalla stazione di Porta Romana, sul lato destro dell’Arco, dove ancora esiste una pensilina in ferro battuto, fino al Cimitero Maggiore; e al ritorno indugiavano a tavola gustando “scisger e tempia”. Gianni Staccotti … 

Segue attualizzazione.

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Immediato è... il “monumentale” impatto, che trasmette questa fotografia degli anni trenta. L’entrata del Cimitero Monumentale, caratterizzata dalla decorazione a fasce orizzontali, si addolcisce per la scelta bitonale delle stesse, e nonostante l’imponenza, si inserisce perfettamente nel urbanistica cittadina.

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Queste due foto mostrano ben altra affluenza rispetto alla attuale. Sono inquadrature del piazzale antistante il Cimitero Maggiore a Musocco, nella giornata dedicata alla Commemorazione dei Defunti durante il “Tempo di Guerra”.

Le immagini che seguono, sono state appositamente “sbiancate” per evidenziarne  alcuni parti che ci forniscono due misure preventive adottate in quel tragico periodo. Mella prima, i finestrini oscurati dei tram; lo notiamo in quello fermo, in alto a desta nella prima immagine e  la seconda misura, la fascia bianca (si suppone rifrangente, in sostituzione di notte del fanale) posta sul “muso” dei tram, visibile negli altri due tram più sul fondo e in quello, a lato della gente, nella seconda foto.

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... Così erano e così eravamo. Grazie Maurizio. elbor


Attualizzazione

Titolo: Un’altra brutta notizia.

Approfittando del bel tempo, ho preso la bici e sono andato a Porta Romana. Arrivato in Piazza Medaglie d’Oro, l’unico edificio d’epoca che potesse aver ancora mantenuto una pensilina tranviaria è quello che ricordo essere stato il circolo CRAL dell’ATM, il mitico Ragno d’Oro. (Caduto stupidamente in disuso negli anni della contestazione.  – Adesso… la Pizzica, la Salsa o il Tango sono a la page, il nostro “ballo liscio” allora era da conservatori/conformisti, etc. Un vero peccato). 

Sono entrato nell’ex Ragno d’Oro ed ho trovato il QC Termemilano, le prime terme a Milano, dove gli unici ferri che avevano una somiglianza con una vecchia pensilina, erano quattro zanche, orfane della copertura, mortificate da un filare di lampadine, tipo natalizie, posticciamente appiccicate sopra.

Sono stato fortunato perché ho conosciuto il direttore della struttura, un giovane siciliano, al quale ho chiesto, accennandogli la storia, se in quel luogo, avesse avuto notizie di “pensiline tranviarie”. Mi ha detto di sapere che… un vecchio vagone nero (la Gioconda appunto) era rimasto lì in disuso, marcendo, sino al millenovecento… (non mi ricordo l’anno), ma che di pensiline… solo conosce l’esistenza di quelle che stavo vedendo.

Poi, gentilmente, mi ha fatto entrare e permesso di fotografare il bel salone dell’entrata, ora delle terme.

Caro Gianni Staccotti, (se ho capito bene le indicazioni)… non c’è più niente, “non c’è più niente da fare, è stato bello sognare”, ma la realtà è un’altra e… sta in queste foto che allego.

Con la presente, colgo l’occasione per porgere i miei più cordiali saluti. elbor

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 Nota dell’autore
“LA” Teresa Mannino (preceduta dall'articolo determinativo) è capace di farci sorridere, di noi stessi. In questo spezzone tratto dallo spettacolo: Milanese, gioia della mia vita, ironizza molto bene, mostrando come gli altri ci vedono.  Se anche “TE” vuoi vederlo, puoi farlo cliccando qui.  

È così che ci vedono, ma a noi CI piacciamo… istess.

 

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