25 marz 2020
È arrivata una nuova mail ed altro materiale.

  

31032020 - 77 + 62 

 

 

 

Il post che segue è formato delle mail (per ora solo due) giunte all’indirizzo info@elioborgonovo.it e dai miei commenti (per ora) in risposta alle stesse.
Nella speranza che l’interazione diventi VIRALE**, ops… di questi tempi meglio non scherzare con questo termine, diciamo… prenda piede. Ho poi organizzato l’impaginazione del post/racconto in “ordine decrescente”.
Sarebbe a dire… la prima mail ricevuta ed il mio intervento, si trova alla base, in fondo alla videata. Le successive (spero molte) la risaliranno, in modo che la l’ultima, la più recente appaia all’inizio del racconto. Questo per evidenziare meglio le novità. 

Le correzioni al milanese (chieste e suggerite dalla Scagliola, compatibilmente ai suoi impegni, si rifanno alla grafia milanese standard Beretta Comoletti  del Circolo Filologico Milanese) le evidenzierò ripetendo la frase/parola riscrivendola con le lettere MAIUSCOLE. Sarà... la volta buone che imparo qualcosa? 

Manterrò la medesima “immagine strillo” = CERCASI FOTO NuestraAmerica per facilitare l’internauta che vorrà accompagnarci nel proseguo della ricerca. Ok??? Son staa bon de spegam?

 

 


 

5 abril 2020


È arrivata una mail del Maurizio con 2 nuove foto.

In una delle due, la in fondo, in fondo, anche se nella zona più scura, si intravede una sagoma che il Maurizio ha riconosciuto ed io ho confermato la sua intuizione.
È papà, appoggiato ad una colonna, sigaretta in bocca, ciuffo spettinato (ma volutamente - allo specchio si pettinava tutto per bene, poi col pettine si dava una leggera "scapigliata" al ciuffo, che riposizionava con la mano. 
Lo ricordo come se fosse ora, la mattina sistemarsi un po' spettinato prima di uscire.   
Nella mail c'è questa bella foto, mi pare mattutina, ma c'è soprattutto la sua mail, che ci racconta di quel viaggio. Eccola. Buona lettura. Ivo

Ciao Ivo, sono di nuovo io a rompere un po' le scatole, ma ho sempre la speranza che l'argomento America latina interessi ancora a qualcuno.
Io stesso mi ero un po' defilato nel periodo in cui sembrava che quei paesi riuscissero a rendersi indipendenti; però adesso sembra di essere tornati negli anni '70, quando si organizzavano colpi di stato (o anche interventi diretti) contro quei governi che cercavano di riprendersi ciò che era loro.

Questa è la ragione per cui mi è saltato in mente di rimettermi a parlare di "Nuestra America" e, visto che ho scoperto il tuo sito, dedicato al tuo papà, il "Compagno" Elio Borgonovo, che di Cuba era davvero innamorato e appassionato, ne approfitto sperando di "contagiare" altri che possano interessarsi, con noi o per conto loro, di questo problema che non finisce mai.

Mi avevi chiesto se avevo "La batea" ma, come ho già detto per telefono, ho perso le cassette su cui era registrata una versione fatta da noi per l'associazione Italia-Cuba; forse le potrai trovare, finita l'emergenza coronavirus, presso l'associazione in via Borsieri 4.
Per quanto riguarda invece il significato e il perché del nostro nome posso provarci io a spiegarlo, mi auguro di essere soddisfacente:

Perché Nuestra America

"Ogni vero uomo deve sentire sulla propria guancia lo schiaffo dato sulla guancia di un altro uomo".

Sono parole di José Martí, poeta e rivoluzionario cubano della seconda metà del XIX secolo (1853-1895), che volle, col suo saggio “Nuestra America” - riferendosi al territorio che dal Rio Bravo si estende sino alla Patagonia - contrapporre all’imperialismo “yankee”, l’unità dei popoli oppressi del continente latinoamericano. E volle, soprattutto, negare ai nordamericani il diritto di rivendicare solamente per se stessi il nome "America".

Il termine “Nuestra America” vuole quindi significare una riappropriazione della cultura ispanoamericana come forma di resistenza al tentativo statunitense di colonizzare tutto il territorio delle Americhe (dottrina Monroe). È la visione globale della lotta per l'indipendenza, contro lo schiavismo, la coscienza che il popolo cubano, aldilà delle fittizie frontiere tracciate dai padroni di ieri e di oggi, è fratello di quello cileno, di quello argentino e di qualsiasi altro popolo dell’America Latina.

José Martí viene ucciso nell'aprile 1895 dalle truppe spagnole durante la guerra d'indipendenza da lui stesso organizzata e guidata.

Il gruppo "Nuestra America", nato nel 1973 pochi mesi prima del golpe fascista contro Salvador Allende in Cile, con la scelta di questo nome, ha voluto sottolineare il suo preciso impegno nel portare a chi lo ascolta, attraverso la canzone, le esperienze di lotta di un continente fatto oggetto, da secoli, del saccheggio più sfrenato, da parte delle potenze europee prima, e statunitense dall'inizio del XX secolo in poi.

Un'altra cosa, avevo detto che le nostre foto all'Isola della Gioventù le aveva fatte, forse, il tuo papà, ma guarda bene questa foto che allego: chi c'è in piedi, con la sigaretta in bocca, appoggiato alla colonna in fondo a sinistra? Chissà?! Forse le ha fatte il Boschetti, ma io non mi ricordo proprio più.

Spero di non averti rubato troppo tempo, nel caso chiedo umilmente (ma non troppo) perdono.

Te saludi e ... se vedom

Ciao, Maurizio

Bravo Maurizio, hoo vist che te imparà a saludà in milanes.
Bueno chico, he visto que aprendiste a asinar en el milanes.  - Correggimelo Maurizio   

 

nuestra_america_concerto000

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28 marzo 2020

Tre brani brani da ascoltare e/o scaricare e... qualcosa in più.

LVIII giorno ai tempi del Coronavirus

tazza-rossa
Ieri il Maurizio mi ha mandato i 13 brani, in formato MP3, del CD
“Isla de la juventud Cuba 1978”.

Di questi, ne abbiamo scelti tre da proporti, che puoi ascoltare cliccando sul rispettivo titolo.
Il primo l’ho voluto inserire perché ricordo che era una delle canzoni che papà canticchiava, quando... al cavalletto; pennello a destra e sigaretta a sinistra, appoggiata solo per prendere la "sua amica fedele" tazza ROSSA e sorseggiare l’abbondante caffè della mattina, centellinato sino all’ora di pranzo, anche se “gelato” dipingeva la sua veggia Milan. Un contrasto stridente forse per noi, evidentemente stimolante per lui.

Nella foto la "sua amica fedele". Se clicchi sopra o qui, vai ad un vecchio post che ne parla.

 

Que linda es Cuba

 

Malembe

 

Nuestra America

 


nuestra_america_1980

Questi i brani del CD

nuestra_america_1980_elenco_canzoni
Se sei interessato ad altri brani, o al CD, scrivi a info@elioborgonovo.it che ti metto in contatto col Maurizio.

Se vedom… elbor

 

 

 

25 marzo 2020

covid19_numeri_romani55
Cinquantacinquesimo
Caro Maurizio… l’età la faa brutt schersi… e stù virus ghe dà ona man.
CARO MAURIZIO… L’ETÀ LA FÀ DI BRUTT SCHÈRZ… E STO VIRUS EL NE DÀ ONA MAN.
Se me lo permetti vorrei, approfittando della tua seconda mail, scherzare un po’ con te, e… pubblicandola, cogliere l’occasione per aggiungere materiale a quello che mi hai inviato nella tua precedente, e stimolare, tentare di coinvolgere qualcun altro in questo nostro ping pong di ricordi.


Ciao Ivo,
el ghe vorü el coronavirus per fat sta a ca tua a guardaa la posta, eh? (mi su no se l'è ammò un bon milanés, ma mi ghe próvi istèss).
EL GH’È VORSUU EL CORONAVIRUS PER FATT STÀ A CÀ TOA A VARDÀ LA POSTA, EH? (MÌ SOO NÒ SE L'È ANMÒ ON BON MILANÉS, MA MI GHE PROEUVI ISTÈSS).
Però adesso è meglio che smetto, perché mi sento un po' ridicolo a fare il milanese dopo quasi 40 anni di assenza.

« Assolutamente NO Massimo. Io dico che dobbiamo comunque provare a scriverlo, il nostro dialetto, poi… correggendo gli errori, oltre ad impararlo, faremo la nostra parte per tramandarlo alle generazioni future.
Conosco una bravissima poetessa, anche in dialetto milanese; si chiama Adriana Scagliola. L’Adriana per la cultura, la conoscenza della storia e delle tradizioni di Milano, oltre che per l’ottima preparazione grammaticale dialettale, potrebbe… oltre a tirarci le orecchie, correggere i nostri tentativi.
Provom. - Ghe vorsù el coronavirus per fat staa in cà a vardà la posta, eh? - Adess spettom i correzion de la Sacgliola   
Proeuvom. – EL GH’È VORSUU el coronavirus per FATT STÀ A CÀ TOA a vardà la posta, eh? - Adèss spettom i correzion de la Scagliola.  
Poi… milanesi lo si è nel cuore… e lo si rimane indipendentemente da dove e quanto sei lontano da Milano. Non ti dico papà… nei 25 anni che ha vissuto in Spagna, che ha amato, non ha mai smesso un giorno di pensare a Milano.   »

Comunque, ho visto e letto il tuo nuovo post e sono molto contento che tu sia interessato a Nuestra America (anche se non so come sia saltato fuori il nome Massimo invece che Maurizio).

« Hai ragione, nel post ho iniziato scrivendo il tuo nome corretto; Maurizio, poi… te see diventaa el Massimo. Forse non è un errore, è perché effettivamente lo sei.   Comunque ora l’ho corretto. »

Per quanto riguarda la foto di tuo papà col Castro barbuto, non è Raul ma Ramón, fratello maggiore di Fidel e Raul, allevatore di vacche a Valle Picadura e disinteressato alla politica, anche se d'accordo coi fratelli, morto pochi mesi prima di Fidel.

« Ho visto che l’avevo già corretto il nome del fratello di Fidel; Ramón, ma non me lo ricordavo, a riprova di quanto già detto della senilità. Qui il link post corretto. »

Adesso veniamo a noi, cioè al "cercasi Nuestra America": dal disco avevo registrato le tracce e ci avevo ricavato, qualche anno fa, un CD, con tanto di libretto (inventato da me) con la presentazione del disco e alcune foto dei nostri concerti a Cuba. Fra l'altro credo proprio che le abbia fatte il tuo papà, mentre quella di presentazione sul disco è fatta da Luciano allo Studio Trentaquaranta.

« È vero… Trentaquaranta si chiamava lo studio del Boschetti. »

Io ti allego tutto, comprese le canzoni, a cui ho aggiunto un bonus track (si dice così?), Malembe,

« Maurizio… non so cosa sia… bonus track »

registrata l'anno prima per una cassetta dell'associazione. Se ti fa piacere ascoltale e ti puoi anche fare il CD

« non ho trovato questo materiale, “le canzoni”. Ho guardato in rete, ma nemmeno lì ho trovato qualcosa che all’apparenza si riconduca ai nostri… NuestraAmerica*. Se hai link da segnalarmi… inviameli, li inserisco prox. Tutto quello che mi hai mandato lo pubblico alla fine del post.
*Domanda: ma si scrive staccato o in una sola parola NuestraAmerica. Perché papà nella copertina del disco lo scrive attaccato, tu invece in due parole. Volevo sapere se è una “licenza artistica” di mio padre o nel tempo è cambiata. – Pubblicando il PDF del libretto ho visto che è… Nuestra America.   

Invece… potrasti inviarmi due o tre canzoni, tracce MP3 usando: https://wetransfer.com che è gratis sino ad un certo numero di Gb. In quel formato posso pubblicarle. » (anche se, secondo me, Elio il disco doveva avercelo). « Non ho dubbi. Il problema è trovarle, sempre negli stessi scatoloni potrebbero essere. » 
Se poi tu dovessi trovare altro materiale che riguarda quel viaggio o altre manifestazioni dell'Associazione Italia-Cuba, beh!, non mi dispiacerebbe proprio un qualche ricordo, anche da condividere con altri sul tuo sito. « Sto cercando di entrare in contatto col Boschetti. Vediamo se riesco e se lui ha qualcosa. »

Per adess te salüdi anca mi ... o ... at salud anca me
Per ADÈSS te SALUDI anca MÌ ... Ò ... A T’ salud anca me
Maurizio

«Va bhe… stem a vedè se ven foeura on quaicoss. »
«Va BEH… STÈMM a vedè S’EL VEN foeura on QUAICÒSS.»

P.S.: parola torna indré! Avevo provato a inviarti anche le canzoni, ma mi è tornata una mail che dice che è impossibile raggiungere il destinatario. Quindi provo con solo le immagini e, se ti arriva e sei interessato alle canzoni, dimmi qualcosa che troveremo il modo.
Di nuovo, ciao Maurizio

« Ok… hemm giamò parlà de canzun. »
«VA BEN… ÈMM GIAMÒ PARLAA DE CANZON.»
** Hai notato anche tu che di questi tempi, l’espressione VIRALE non è più usata come prima del COVID19, bellamente e con leggerezza per comunicare una grande diffusione? Tí va avanti a schezà cont el foeugh… e te védet.    Tí va INNANZ a scherzà cont el foeugh… e te védet.

Se vedom... elbor

Grazie Adriana    

 

Copertina del CD Nuestra America

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Scarica il libretto del CD Nuestra America

Cliccando sull’immagine del gruppo


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4ª di copertina del CD Nuestra America

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21 marzo 2020


Me ne basta uno per ripagarmi dell'impegno e degli sforzi.
Ma se te se giuntet anca tí... te me fee minga on dispètt.

A dicembre dello scorso anno ho ricevuto una mail da un certo Maurizio.
Diceva di aver scoperto da poco il sito dedicato a papà, del quale mi raccontava essergli stato amico moti anni prima.

 

 

Il cognome mi diceva qualcosa, ma è stato quando ha menzionato un viaggio fatto a Cuba nel 1978, che mi è apparsa un’immagine: il portone di via Ugo Foscolo al n.3.
Lo ricordo scuro, in versione notturna, perché era quello che varcavo, per scroccare un passaggio a mio padre e/o mia madre, nel giorno fissato per la riunione settimanale degli dell’Associazione Amici Itaglia-Cuba.

Dopo le feste di fine anno, ho telefonato a Maurizio ed assieme abbiamo ricordato (in verità io non molto… allora avevo 20/23 anni quindi…) alcuni personaggi di quel gruppo, come il mitico Boschetti. Allora Luciano col suo socio, avevano uno studio dalle parti di viale Cassala, studio fotografico che avevo visitato quando non sapevo ancora se fare il fotografo o il grafico. Ho poi optato per il tassista.   Quando si dice avere le idee chiare.

Al telefono, pur sapendo di deluderlo, ho avvisato Maurizio delle scarse possibilità di trovare nel marasma dgli scatoloni stracolmi di cose di papà, le/la foto di quel/un viaggio nel 1978. Che… per la cronaca, era avvenuto tre anni dopo il nostro primo viaggio che papà aveva voluto fare per ringraziare la sorte di avermi risparmiato dalla meningite cerebro spinale da virus* che mi ero beccato una anno prima, durante un’occupazione di una casa di viale Blignì. (Era il maggio del 1975: mio primo ed unico viaggio a Cuba, suo primo di una lunga serie)** .
Salutandolo, pur essendo venuto a conoscenza del suo cagionevole stato di salute, gli ho chiesto di inviarmi le foto che aveva e se lo voleva scrivermi un ricordo di quel viaggio.
Qualche tempo dopo, Massimo mi ha riscritto la mail che segue ed allegando due foto.

Se tu che mi leggi, facevi parte o conoscevi il gruppo di Italia-Cuba, e hai foto che possono stimolare un ricordo a Massimo o qualche altro amico, mandamele a info.elioborgonovo.it se accompagnate da un racconto, un aneddoto o quello che desideri raccontare, inviale, le pubblicherò e vedremo cosa salta fuori.

Se vedom… elbor


Maurizio Ciao Ivo,
sono Maurizio Piva, ti scrivo solo adesso perché queste chemio mi portano via un mucchio di tempo ........ e di voglie!
Ho pensato parecchio a quel che dicevi a proposito di scrivere su aneddoti e ricordi dei vecchi tempi, ma devo confessare che si, è vero che ci si vedeva tutti i giovedì all'associazione Italia-Cuba, a molte feste dell'Unità, a tutte le manifestazioni che organizzavamo e che lavoravamo e discutevamo molto insieme, però noi eravamo un gruppo di 25-30enni, casinari che andavano per osterie con le chitarre a far baldoria, mentre il tuo papà era già un uomo maturo e serio con famiglia; quindi all'infuori dell'impegno per l'associazione, non ci si frequentava molto. Anche se un paio di volte, se non mi ricordo male, è venuto anche lui in un'osteriaccia, lì in sül Navili, non lontano da casa vostra, che frequentavamo ogni tanto e che chiamavamo "dal matto" perché il gestore rideva sempre e ci faceva molto ridere.
È anche per questo che mi piacerebbe sapere se, fra le cose di Elio, non ci c’è qualcosa, qualche foto che ci riporti, o che ci faccia ricordare meglio quei tempi.
Come ti dicevo al telefono, mi interesserebbe se fosse qualcosa di quello speciale viaggio nel dicembre 1978 a Cuba, di cui ho solo qualche foto del nostro gruppo mentre suoniamo a la Isla de la Juventud. Lì c'eravamo tutti, e non mi dispiacerebbe rivedere qualcuna di quelle brutte facce “che eravamo”.
Io, nel frattempo, ho trovato una foto di una festa dell'Unità in piazzale Libia nel luglio dell'76 dove, oltre a l’Elio, un basso a destra, c'è il Cambiaghi con maracas e cappello, mentre lo sbarbato (coi baffi) suona i bonghi, sono io (in uno dei rari periodi che non portavo senza barba). Allego anche l'immagine della copertina del nostro disco, disegnata dal tuo papà, così magari la inserisci nei suoi lavori di grafica (o di Cuba).
Per adesso ti saluto in attesa di risentirci,
ciao ... Maurizio

 nuestraamerica001 

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** Un giorno, quando ero già sposato, con cambiali, figlio etc. etc., di ritorno da una corsa che mi aveva portato in zona casa “loro”, sono passato a salutarli.
Non ricordo come siamo andati sul discorso, forse ne era appena tornato dall’ultimo, o forse era in partenza, mi ha mostrato una tabella del tempo che sino a quel giorno, aveva trascorso “staccato da terra” – testuali parole.
Si trattava della somma delle ore “di volo” effettuati nei viaggi a/da Cuba.
Scrupolosa e precisa disamina comprovata da tutte le contromarche dei biglietti.
Papà era così, raccogliere, conservare, catalogare anche le cose più impensate, soddisfaceva la sua seconda passione… dopo la pittura.
Non mi chiedere quante ore “di volo” avesse totalizzato, ricordo che era uno sproposito per un non pilota. Ti dirò solamente che ha iniziato ad accompagnare i gruppi quando l’agenzia (unica in Italia ad aver la concessione) era ITALTURIS, l’agenzia viaggi de L’Unità).

* Da allora le mie difese immunitarie sono calate considerevolmente, per questo in questi impensabili tempi, la mia apprensione per quello che sta succedendo, è ben maggiore di quella di un qualunque… sessantacinquenne.

 

 

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