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November 2019

Cercaa noeuv laurà del mè papà de  mett in la Permanente Virtual.

 
 
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La colpa di questo “buco” nell’aggiornamento della Permanente Virtuale di papà è mia.
Nel 2017 ho accantonato la ricerca di altri lavori e proprietari di quadri di papà, perché mi sono impegnato, prima con la fondazione dell’Associazione costituita in suo ricordo – in verità… come riportato nel marchio: “Per non dimenticare elio-borgonovo” poi, con l’organizzazione e realizzazione, a dicembre de L’AMBROSIN DE LEGN 2017.
In seguito, nonostante l’amarezza per il tradimento dei soci dell’ex-consiglio direttivo, i quali mi hanno abbandonato all’improvviso, “portando” con loro tutti i soci dell’Associazione, ho dovuto organizzare al SEICENTRO, la mostra promessa ai pittori che avevano partecipato a L’AMBROSIN 2017, da tenersi a gennaio 2018.
Crollo o non crollo psicologico, poi ho voluto/dovuto concentrarmi per mantenere in vita l’Associazione. Dopodiché e finalmente… mi sono regalato un bel periodo di relax ricostituente, nella speranza di sentire nuovamente un po’ di entusiasmo e fiducia nei confronti dell’ambiente “culturale” meneghino.
Ritornato fiducioso ho ripreso i panni “Ivo Jones - Alla ricerca dei quadri di papà” ed ho iniziato a rintracciare alcune opere ed estimatori di papà.

Oggi sono in grado di presentarti ed aggiungere alla Permanente Virtuale di elio-borgonovo, dieci nuove opere; sei in possesso di altrettanti proprietari, ed un lavoro che si aggiunge a quello che un amico ed estimatore del Borgnov (come lo sentivo chiamare dai suoi colleghi Ghisa) ha permesso che “appendessi” alle pareti della Permanente Virtuale.

Cliccando sulla miniatura del quadro, entrerai nella Permanente Virtuale, trovandoti proprio di fronte allo stesso ingrandito.

Il codice riferito all’opera sostituisce, in attesa di consenso affermativo,nome e cognome del proprietario.

 


 

Ezio Soffientini

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Archiviato da “qualche” tempo nel mio computer, questo lavoro è una china, poco più grande del formato A4, realizzato su un cartoncino goffrato di 25x35cm, che daterei intorno agli anni ‘70/’80.
L’operaio col pugno alzato è una stampa di un manifesto evocativo della festa del Primo maggio del 1962, che l’artista ha appositamente strappato, perché apparisse un manifesto, appiccicato su uno dei suoi classici muri scrostati.

L’Ezio (ottimo acquarellista) mi ha detto che ne è in possesso, perché si sono fatti omaggio vicendevolmente di una loro opera. Mi metterò a cercare tra le cose del viejo se rintraccio il lavoro del Soffientini. Un peccato che se e quando lo troverò, non potrò mostrarlo a l’Ezio; lo scorso settembre, improvvisamente ci ha lasciati. Se vuoi leggere il ricordo che ho scritto su di lui, clicca qui.


 

Andrea

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Ad inizio ottobre, con grande piacere e soddisfazione, ho ricevuto la mail di Andrea (scrivo solo il nome, perché anche senza conoscersi, è così che lo considero) che mi autorizzava a pubblicare la foto, in allegato, di un bellissimo quadro che papà ha dipinto agli inizi della sua carriera artistica.

 

… Oggetto: per pubblicazione nella permanente virtuale
domenica 6 ottobre 2019 - 14:58
Da: Andrea Campane
A: <info@elioborgonovo.it>

Buongiorno,
in allegato immagine di un’opera da noi posseduta di Elio Borgonovo.
Abbiamo faticato a trovarla, ma finalmente ne abbiamo reperita una.
Se ritenete di pubblicarla per noi va benissimo.
Se avremo la fortuna di trovarne altre ve le invieremo.
Cordiali saluti.
AC
Ps. Se Andrea mi autorizza, pubblicherò anche il cognome.

 



Augusta 

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Questo dipinto ad olio, su un cartone trattato, 25x35cm circa, realizzato tra il 1990 e il 2000 – stima suggerita dal retro del cartone di un imballaggio prodotto in Spagna, Paese nel quale ha vissuto
gli ultimo 25 anni - come si nota dallo stile, la tecnica e la voglia di “giocare” tra realtà e fantasia, in questo lavoro sono quelli di un Borgonovo già maturo.

 


 

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La “napoletana di famiglia” è il titolo che consiglierei a el viejo per questa china su cartone Schoeller goffrato, di 18x24cm.

Nella sua semplicità contiene molto dell’artista; la riproduzione e l’interpretazione di una caffettiera della sua collezione
(ne aveva decine che NON dovevano essere spolverate)
e… la molletta, che assieme al chiodo piantato nel muto, si può dire fossero i simboli, i suoi marchi registrati della sua pittura.

 


 

Fabio

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Ho regalato questa china su carta patinata lucida, (f.to A4 circa) all’amico Fabio, per ricambiarlo parzialmente dei favori e richieste di aiuto, alle quali mai si sottrae. Ho scelto questo lavoro per il significato che ho attribuito a questa stanza con la porta aperta verso il…

 

La porta aperta verso quel chiarore, quasi uniforme che nasconde quello che c’è fuori di casa, mi ha ricordato la sensazione eccitante, ma anche un po’ “preoccupata” che provo prima di partire per un lungo viaggio.
Un viaggio, del quale solo la fortuna di tornare “tutto ok” – ferro di cavallo appeso sotto al contatore - mi porterà a ritornare nell’agenzia di Fabio (è socio di una famosa agenzia viaggi in zona stazione Centrale) per chiedergli ancora una volta, di trovarmi un biglietto super-economico (ma con tutte le garanzie disponibili  ) per la prossima meta.

Grazie Fabio.

 



Nino De Pietro

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Nino De Pietro, oltre che un amico di papà è un grande fotografo del neorealismo meneghino.
Alla fine di febbraio del 2018 ho visto una mostra di sue fotografie esposte in Foro Buonaparte, alla Fondazione Luciana Matalon.

Davanti ad alcune fotografie, quelle scattate negli anni di cui ho ricordi (il Nino fotografa dagli anni Cinquanta) ho avuto degli intensi flashback, tanta la forza ed il neorealismo che imprigiona nei suoi scatti.

Conoscevo la sua fotografia ed il suo stile, nel 1974 è stato l’anima fotografica di un’importante collettiva, al Museo di Milano, intitolata IMMAGINI IN DIALETTO MILANESE alla quale, oltre a papà e lui, hanno fatto parte Adalberto Sampaolo, Luigi Gioia ed Enrico Carozzi. Ma allora ero giovane e poco attento a ciò che non si trovava sul mio commino, e forse… con poca materia prima alle spalle. Avevo 19/20anni e credo che per riconoscere ed apprezzare quel “neorealismo” si debba averlo vissuto, per lo meno un poco.

Uscendo ho voluto ricontattarlo nuovamente. Un tentativo l’avevo fatto più di un anno prima, ma non era andato a buon fine per un sopraggiunto “brutto acciacco” che l’aveva debilitato e costretto a disdire l’incontro. (Il De Pietro è del ’21 “e sai… i tempi di ripresa non sono più quelli di una volta” mi ha detto poi quasi a scusarsi    ).

Questa volta ci siamo incontrati ed in quell’occasione gli ho portato questa china di papà.

 




Pokerissimo di Alessandra

le cinque opere codificate come: perm-050-1, perm-050-2, perm-050-3, perm-050-4, perm-050-5. 

perm-050-foto

Alessandra rappresenta per me un’altra soddisfazione, che ripaga lo sforzo che metto nell’aggiornare questo sito.
I suoi genitori, molto tempo fa, lo si nota dallo stile della pittura già consolidata… del pittor de la veggia Milan, ma nella fase dove i colori scuri, ancora dominavano l’atmosfera, hanno acquistato ben cinque (un poverissimo) quadri di papà.
Alessandra, navigando in rete, ha scoperto la Permanente Virtuale e mi ha inviato le foto dei quadri.

Grazie Alessandra.

 


 

Se vedom... elbor 

 

 

 

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