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30 November 2019
In questo post, ti faccio un resoconto della riunione del Consiglio di Municipio 6, alla quale ho partecipato.
Per intenderci, il Municipio 6 è l’Ente Comunale che gestisce, tra le altre strutture, lo spazio SEICENTRO dove era in programma la nostra mostra “Pittura & Fotografia de la Milan veggia & New”.

 
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Se sei interessato a conoscere il 1° capitolo clicca qui

Molto bella, confortevole e ottimamente attrezzata, l’aula consigliare del Municipio 6 è dotata anche di una strumentazione che registra l’audio delle riunioni del Consiglio di Municipio. Le registrazioni sono poi pubblicate e disponibili sul sito del Municipio.

Approfittando di questa innovazione tecnologica, ho scaricato il file ed estrapolato la parte relativa all’intervento, inerente il cambio del calendario delle mostre in programma a novembre al SEICENTRO.
La trovi dopo il resoconto scritto.

Premessa
Per intervenire ad un Consiglio di Municipio si deve fare richiesta scritta (anche via mail) 24 o 48 ore prima – non ricordo – della data del Consiglio, anticipando brevemente l’argomento che si desidera portare all’attenzione dei Consiglieri.
Ho fatto tutto come mi è stato detto, ed un ¼ d’ora prima delle ore 19:30, di martedì 25 novembre (giornata mondiale contro la violenza sulle donne) accompagnato da una folta ed agguerrita delegazione di associati, ci siamo seduti nella bella sala consigliare del Municipio 6 di via Legione Romane 54, nella zona riservata ai cittadini.


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Naturalmente scherzo, ed il fotomontaggio è uno delle mie solite trovate per prenderla come viene.

Ho voluto manifestare la mia amarezza, PRIMO perché… come ho sempre portato in palmo di mano, sia gli operatori che le autorità comunali, del Municipio 6, per l’impegno e la professionalità nel lavoro, questa volta che al contrario hanno inflitto all’Associazione, a tutti coloro che stavano lavorando al progetto (più di 40 persone) a me, e perché no… ai milanesi, un’INGIUSTIZIA che non meritavamo.
SECONDO perché… « voglio riguadagnare la considerazione delle quaranta persone che ho coinvolto per montare questa mostra».

Cronaca
In breve, al zona dove ero seduto si è riempita di altri cittadini, (la Presidente, salutandoci l’ha notato e ne è rimasta PIACEVOLMENTE stupita). Contemporaneamente, alla spicciolata sono arrivati anche i Consiglieri e si sono accomodati ai loro posti. Rispetto noi, a sinistra la maggioranza, a destra l’opposizione.

Dopo l’appello e la comprovata validità della riunione la Presidente ha dato inizio a Consiglio, avvisandoci che per regolamento i nostri interventi avremmo potuto farli solo dopo quelli dei Consiglieri iscritti a parlare.
Alla fine degli interventi è stato il nostro turno. Io sono stato il primo (in quanto unico regolarmente iscritto. Per gli altri è stata fatta una deroga al regolamento).

Nei giorni precedenti, oltre ad aver scritto alla Presidente Doris Zaccaria, anticipandole il contenuto dell’intervento ed indicandola a visitare il post (Non ho parole! Anzi sì…) nel caso avesse voluto approfondire rispetto la breve relazione inviatale, ho preparato un documento, da fotocopiare e consegnare ai 10 capogruppi che fanno parte del Consiglio Comunale.

Ho riportato tutte le fasi della preparazione della mostra, tenute col Municipio 6, da marzo 2019 sino allo scorso ottobre, citando date e riportando i contenuti delle mail e/o delle telefonate, col proposito di evidenziare la nostra ripetuta disponibilità a soddisfare le richieste di cambiamento dal Municipio 6, tutte in corso di preparazione della mostra.
Un documento che ho utilizzato per riuscire nell’intervento tutte le fasi della questione.
Escamotage che mi è servito a restare nei cinque minuti a disposizione, (come da regolamento) ma che NON mi è servito a controllare la mia ben nota “sanguigna” postura comunicativa.   

Alla fine del documento ho preparato una pianificazione grafica degli eventi, nello stesso periodo assegnato alla nostra mostra. Te la riporto perché anche tu possa notare quanto l’accavallamento della delle due/tre iniziative, frantumasse e deturpasse la nostra visibilità.

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Spezzatino espositivo


Al termine dell’intervento della rappresentate dei cittadini di zona 6, che ha sollecitato i Consiglieri della maggioranza a dare le risposte precedentemente già sollecitate più volte, (una “latitanza” che mi ha preoccupato e già messo in allerta) l’Assessore Sergio Meazzi ha dato una… « replica generale alle questioni sollevate».

L’Assessore alla Cultura, Ambiente e Territorio, Verde, Commercio e Lavoro, Urbanistica, Formazione Meazzi, dotato di un vistoso maquiagem vermelho – trucco estetico per il viso, detto in lingua portoghese – (simbolo adottato da chi aderisce alla giornata mondiale contro la violenza sulle donne ha detto che la mia ricostruzione dei fatti era esatta, che “La scuola dei quartieri” è un’iniziativa «comunale, pubblica ed importante» e che procedura e documentazione relativa all’iniziativa sono a disposizione negli uffici del Municipio 6.
Non ha fatto nessun accenno al disagio provocato alle 40 persone che stavano lavorando alla nostra iniziativa, tantomeno al “danno” di credibilità da me subito e per quanto riguarda i milanesi… lassem a stà.

Ha invece ribadito, nonostante il nostro rifiuto allo “spezzatino espositivo”** che è ancora valida la proposta di riprogrammare la mostra, magari l’anno prossimo, in data da definire.
Mostrando ancora una volta, se ce ne fosse bisogno, che l’Assessore alla Cultura, Ambiente e Territorio, Verde, Commercio e Lavoro, Urbanistica, Formazione, del Municipio 6, ritiene che organizzare una mostra di pittura e fotografia, (che coinvolge 40 artisti) sia semplicemente appendere quadri e foto alle pareti della galleria.

 

 

Lo stralcio dell'intervento al Consiglio di Municipio 6
25 novembre 2019
relativo al cambio del calendario eventi di novembre
dello spazio SEICENTRO

 

 Fine del resoconto

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Extra-resoconto


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Offellee fà el tò mestee… dises a Milan  

Se clicchi sul link, noterai che la frase “pasticciere fai il tuo mestiere” è scritto diversamente da come mi ha suggerito la Adriana Scagliola, ottima ed accreditata giovane poetessa, anche in dialetto milanese.

Opinione Non so se anche gli altri dialetti hanno tutti i problemi che ha il dialetto milanese con la sua grammatica. Numm milanes gh’avarium bisògn… di metterci attorno ad un tavolo e stabilire una volta per tutte, le regole della grammatica del nostro dialetto. Dovrebbe essere sottoscritta dai maggiori e più accreditati MILANESI, per metter un punto fermo, un riferimento, sulla PERSONALISSIMA questione grammaticale.

 

Prima di tornare a casa, quando mi trovavo ancora nell’atrio dal Municipio 6, si è avvicinato un Consigliere. Un uomo alto, forse settantenne o poco meno, jeans e magione di lana anni ’70 - punto grosso, decorato con le treccione - e sciarpa lunga della stessa tinta di rosso, non ricordo se anche lui maquiado, mentre calmava il suo appetito mangiando uno sfilatino (suppongo vegetariano) ma abbondantemente avvolto in carta d’allumino, forse… pensando di soddisfare la mia fame, di spiegazioni e risposte concilianti, ha cercato, accennando al discorso fatto in sala consigliare, di convincermi del buon operato dell’Amministrazione. Non l’avevo riconosciuto, ma appena ho fatto mente locale, ho ricordato: Francesco Demuro. 

Devo dirti che effettivamente non mi sono comportato mooooolto bene con lui.
L’ho interrotto per ricordargli “si ricordaaa… che le ho proposto un progettooo… del quale ancora oggi aspetto una rispostaaa…?”
Lui, aggrottando la fronte, mentre addentava lo sfilatino mi ha chiesto… “a che indirizzo mail l’ha mandato”.
- Ma non importa… gliel’ho dato personalmente a mano, quando ci siamo incontrati al SEICENTRO, più di un anno fa. L’ho salutato e mi sono avviato verso l’uscita.

Particolare Era successo circa un anno fá o più, proprio quando ero col morale sotto i tacchi per il vigliacco abbandono in massa dei componenti del Consiglio Direttivo dell’Associazione. Ero solo, ma volevo comunque organizzare la seconda edizione de L’AMBRUSIN DE LEGN 2018, ma mi serviva un appoggio per sostituire la parte che nel 2017 occupavano i poeti, con gli alunni delle scuole secondarie.
Mi ero rivolto a lui, non ricordo che mi avesse consigliato di contattarlo, perché aveva/ha a che fare col mondo della scuola. Sta di fatto che c’eravamo trovati al SEICENTRO, mi ero presentato con una bella brocure, ben organizzata nell’esposizione dei contenuti ed accurata nella presentazione, gli ho esposto tutto il progetto. Lui l’aveva trovato interessante, presa e detto che mi avrebbe aiutato coi contatti scolastici e passato utili riferimenti per realizzare il progetto. 

 

Poco lontano un altro Consigliere mi si è avvicinato: suppongo coetaneo del primo, con un vestito classico, camicia senza cravatta: Gaetano Bianchi. Dopo, sul biglietto da visita ho visto che oltre che Consigliere è Presidente di ASCOLOREN, l’Associazione Commercianti Lorenteggio.
Forse… impressionato dal tono “sanguigno” sfuggitomi parte finale dell’intervento, quando ho motivato la mia presenza dicendo che mi trovavo lì… « voglio riguadagnare la considerazione delle quaranta persone che ho coinvolto per montare questa mostra» mi ha chiesto gentilmente, se le iniziative che generalmente organizzo necessitino di grandi spazi.
Nel rispondere e descrivere ho portato come esempio gli eventi organizzati al SEICENTRO ed alla ExFornace. Visibilmente deluso, ha detto che purtroppo sarebbe stato in grado di intercedere solo per mettermi in contatto con una persona, che però… avrebbe potuto offrire un PICCOLO spazio. Sai di quale spazio e di che persona parlava… de la La Gesetta di lusert e de la Paola Barsocchi.   

Non ho saputo trattenere il soddisfatto sorriso e stringendogli la mano l’ho travolto con una raffica di eventi ai quali ho partecipato organizzati all’Oratorio di San Protaso, includendo quello di sabato 16 novembre. Spiegandomi la sua forzata assenza da questo appuntamento, abbiamo avuto solo il tempo di scambiarci i biglietti da visita, prima che rientrasse per il voto.

 

Concludendo…   
sono rimasto soddisfatto. Al Consiglio del Municipio 6 ho potuto esporre le mie perplessità ed ho ricevuto conferma che tutto si è svolto in perfetta regola. Addirittura è stato detto che ho la possibilità di chiederne conferma agli uffici competenti. Meglio di così…

Quando e se… avrò altre novità in merito, scriverò un altro post, per adess te saludi e se vedom… elbor

 

Proposito. Il pomeriggio del 25 novembre avrebbe dovuto essere l’ultimo giorno della nostra mostra, che però avrebbe dovuto “ospitare” la seconda data dell’iniziativa “La scuola dei quartieri”. Per curiosità e per farmi un’idea di che tipo di convivenza ci era stata proposta, prima di andare al Consiglio di Municipio, sono passato dal SEICENTRO.
Ebbene, più di ¾ della galleria era occupata dai tavoli (quelli che generalmente sono nell’altra sala del SEICENTRO) che… di tanti che erano, posizionati davanti alla grande lavagna luminosa, poggiavano allea pareti più lunghea della galleria. Le sedie erano disposte lungo i piani dei tavoli, impedendo il passaggio lungo i “corridoi” delle pareti e difficoltando l’accesso all’altra sala. Una convivenza impossibile. Se riesco/mi ricordo e non è un problema, provo a passare in un’altra data per fare un paio di foto da mostrarti… così mi dici se sarebbe stato possibile lasciare le nostre opere in balia di un tale affollamento.

 Proposito mantenuto. Oggi, 2 dicembre, sono passato dal SEICENTRO, sapendo che ci sarebbe stata un’altra lezione de “La scuola dei quartieri”, per... senza disturbare, scattare un paio di foto e darti un’idea del tipo di convivenza ci era stata proposta dell’Assessore alla "cultura".

Naturalmente la simulazione dei quadri alle pareti è fittizia, solo per mostrarti quanto sarebbe stata deturpata, oltre che come ti ho mostrati nell’ “spezzatino” di loro presenze, anche nella visibilità.
Necessitando di tavoli, sedie e della grande lavagna luminosa, la galleria sarebbe stata INAGIBILE per i NOSTRI di visitatori.
Nella prima foto, quelli in trasparenza sono la simulazione della visibilità che avrebbero avuto, nascosti dalla grande lavagna, mentre nella seconda è come apparirebbe la galleria al nostro ipotetico visitatore, nei giorni tre giorni di “convivenza” (direi invasione) della iniziativa comunale.

Ricapitolando: degli 8 giorni a noi assegnati, 3 pomeriggi sarebbero stati condivisi con “La scuola dei quartieri” uno con un evento anch’esso pomeridiano e sabato e domenica che la galleria è chiusa.
Forse adesso è più chiaro perché non è possibile accettare queste condizioni irrispettose.

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