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Maggio 2016 
Così recita una filastrocca infantile, e Maurizio … 

 

 

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… che non è più un bambino, ma nei Castelli e le piazze d’armi sulle Torri o nei fossati del Castello Sforzesco, si trova perfettamente a suo agio, questo mese ci mostra alcune delle sue foto d’archivio, proprio relative al Castello Sforzesco.

Vai Mauri… racconta.

La storia cominciò.  C’era una volta un Re, seduto sul sofà, che disse alla sua serva… raccontami una storia. La storia cominciò.  C’era una volta un Re, …  …

Buon divertimento. elbor

 


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Iniziamo subito col mettere le carte in tavola. La carta sulla quale sono state posizionati gli orientamenti relativi alle inquadrature delle foto che seguono è del 1869, e mostra la pianta della fortezza, i giardini antistanti all’entrata principale rivolta verso l’attuale via Dante,  quelli che costeggiano la cinta di desta e sinistra e l’area opposta all’entrata principale, quella che dopo l’attuale piazza del Cannone, si estende verso l’Arco della Pace, oggi adibita a parco e chiamata parco del Castello.

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In primo piano i giardini alberati sì, ma non certo raffinati e particolarmente decorativi, che nel 1880 erano antistanti l’entrata principale dell’allora Castello Sforzesco. Quella che si scorge nel centro dell’immagine, è la porta d’entrata che da sull’attuale largo Cairoli. 
In questa immagine si può notare l’assenza della Torre del Filarete, che infatti verrà ultimata ed inaugurata nel 1905. 

 

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Questa immagine, datata 1893, mostra il frontespizio del Castello sempre visto da Sud-Est, ma lo ritrae con una interessante “simulazione” di quella che diverrà la Torre del Filarete.
In realtà, si tratta di una sagoma in legno, (si possono notare i tiranti serviti ad erigerla) eretta per verificare l’impatto e la gradevolezza estetica, del progetto di costruire una nuova Torre, sul frontespizio del Castello Sforzesco. 
Una curiosità relativa a questa iniziativa, consiste nel fatto che la Torre simulata era identica a quella crollata nel 1521. Poi, durante la fase di costruzione, alcuni particolari sono cambiati, consegnandoci l’ attuale versione.

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In questa immagine, sempre del 1893, vediamo i lavori per il restauro della Torre del Carmine. Sulla destra della foto, si nota la Torre merlata della Cavallerizza. In primo piano, i giardini di recente posa, sul lato Est del Castello.

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Con un balzo di 23 anni dalla foto n. 1, ma di soli dieci anni, dalle due precedenti (la n. 2 e 3) in questa veduta di largo Cairoli del 1903, decisamente molto simile all’attuale largo, sullo sfondo si vede svettare da dietro le mura del Castello, la Torre di Bona, che la stessa Bona di Savoia, fece erigere tra il 1476 e il 1477, per rinchiudercisi, dopo l’assassinio del marito Galeazzo Maria Sforza.  
La stessa Torre, successivamente ha avuto anche la funzione di carcere.
Da notare ancora la ancora per poco, convivenza dei due mezzi di trasporto “pubblico” el brumista e già il tram elettrico. Sulla destra del largo il teatro Olimpia, dove oggi c’è… un negozio Decatlon che ha sostituito il precedente unto vendita UPIM.

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In questa immagine, la macchina da presa del fotografo è posizionata, relativamente distante dal soggetto, al di là della piazza d’armi, l’attuale parco Sempione. Con alle spalle, l’attuale corso Sempione, il riflesso del Castello nell’acqua, non deve ingannarci, facendoci pensare che ancora nel 1893, per raggiungere la fortezza, si dovesse oltrepassare il fossato di protezione. 
Il suggestivo riflesso è probabilmente dato, o… dalla presenza di un laghetto, come quello che ancor oggi c’è nel parco, o… (molto meno idilliacamente) dalla possibilità che si trattasse di una grande pozzanghera, dovuta alle forti piogge ed alla scarsa capacità di drenaggio del terreno. A te la scelta! 

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In questa bella foto del 1880, vediamo che il Castello, dalla parte del lato Nord, era protetto da un sistema di mura  a tre piani, chiamato Ghirlanda. 

Due particolari interessanti: la costruzione bassa sulla destra, con quattro porte, sovrastante un ponte, si chiama Ponticella di Ludovico il Moro, ed ancora oggi è visibile. 
Il secondo particolare, si trova esattamente nel centro della foto e si tratta della vista, in lontananza, della Torre della Cavallerizza, che abbiamo visto ben più da vicino nella foto numero tre.

Mi piacerebbe sapere cosa stesse dicendo, quell’uomo in primo piano con la barba, che sembra essere un sergente (per i “baffi” cuciti sulla manica), con cappello e divisa perfettamente abbottonata, che si rivolge a quell’uomo in cortile, che al contrario pare essere in tuta da lavoro (forse da imbianchino), ritto, sull’attenti. 
La situazione di immobilità subordinata sua e dei “bianchi”, contrapposta alla apparente postura rilassata ma interessata, da parte dei commilitoni in divisa sul ballatoio assieme al sottufficiale, mi fa pensare ad un rimprovero. Ahhh saperlo.

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Nella foto n. 7 si vedono i lavori per abbattere le mura della Ghirlanda, realizzati in concomitanza con i restauri affidati al Beltrami, che riguardavano anche la Torre di Bona, nella foto che segue.

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