la-parola-alla-giuria 
Mercoldì 27 de settember 2107
E adess… comincia el bell.
Terminata la raccolta dei materiali per il concorso Mì Ami la POESIA de MILAN e Mì Ami la PITTURA de MILAN, comincia il bello.

Il Comitato Organizzatore (definizione roboante per dire… numm cincqu (la Cavanna, el Gandini, la Giuditta e el Bico e… mì) spronati dalla positiva risposta de vialter, Amis milanes, si impegnerà ancora di più, per realizzare un interessante ma anche bello e divertente evento… legato all’Arte meneghina.
Dopo i resoconti degli artisti che hanno aderito alle iniziative , se vuoi ce la raccontiamo.

Per quanto riguarda i poeti, sono arrivate 29 buste
Di seguito spedito ai rispettivi poeti e pubblicato sulla pagina facebook de el gropp.

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A seguire gli pseudonimi trascritti, nel caso la lettura del comunicato risultasse difficoltosa.

COMUNICATO - 001 - 26/09/2017 - POETI

Sono qui elencate, in ordine di arrivo, le buste dei POETI (sotto pseudonimo) giunte alla casella postale entro i termini previsti dal concorso.

sekemet
piscinina
el martorell
ciappanivol
mavildie
parpaj che vola
plinio 2017
pamporsin
fire
sta schisc
beati in porti
el re di sces
donna di picche
milan
gode il pigri
sofista
de la riva
quell de cors lodi
giobbe
gran de pever
l'incapace
la magiostrina
gazzella
dona lombarda
loiri
el ciciòn pelaa
la sciana
el pee piatt

 



Invece per quanto riguarda i pittori, all’invito hanno risposto 17 artisti. Come sopra, nel caso la lettura del comunicato risultasse difficoltosa, seguono i nomi trascitti.

 

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COMUNICATO - 002 - 27/09/2017 - PITTORI

Sono qui elencati i nomi dei PITTORI in ordine alfabetico le cui opere sono al vaglio della Giuria Tecnica

Pierangelo Bernini
Enrico Carozzi
Aldo Cortina
Emilio Formenti
Egidio Guarino
Maria Teresa Mitti
Francesco Monetti
Rita Moscatelli
Aldo Parmigiani
Mauro Patruno
Gigi Pedroli
Lucio Rastelli
Gabriella Ripepi
Maddalena Rossetti
Adalberto Sampaolo
Roberto Sironi
Ezio Soffientini

Ora… citando il famoso film di Sidney Lumet “La parola ai giurati”.

Tutto il materiale è stato consegnato alle rispettive Giurie Tecniche, le quali a breve daranno il loro responso. Quella “pittorica”, indicherà le dodici opere che saranno stampate sul nostro per il 2018, che corrisponderanno a quelle esposte la sera dell’evento, per essere votate dal pubblico intervenuto.
La Giuria “poetica” indicherà i dodici componimenti che assieme ai quadri selezionati completeranno il contenuto del calendario “Pittura e Poesia de Milan in del Lunari 2018”. Di queste, sei saranno declamati dagli stessi autori, la sera de L’AMBROGIN DE LEGN, e come per i quadri, votati dagli estimatori presenti in sala.
Il vincitore di ciascun concorso riceverà L’AMBROSIN DE LEGN MMXVII.

La parola ai Giurati

a-parola-alla-giuria 

 


 

poste-simpatia

 

Ed ora, se ne hai ancora voglia, posso raccontarti un la mia esperienza alle Poste Italiane, al settore Clienti Speciali, dove si movimentano pacchi fuori formato, grandi invii e… dove si trovano le cassette postali.
In questi due mesi, circa, di frequentazione quasi quotidiana dell’ufficio postale di zona, al primo piano: settore “Clienti Speciali”, con gli impiegati che ci lavorano si è stabilito un bel rapporto… nato così.
Inizialmente, da buon “MILANESEIMBRUTTITO” entravo e mentre andavo alla cassetta 13345, le uniche parole che ci dicevamo erano: «giorno» - «nngiorno» e quando a mani vuote, uscivo… «salve» - «alve». Quando è arrivata la prima busta, (spedita da me stesso perché preoccupato della assenza di arrivi, per verificare la correttezza dell’indirizzo e le tempistiche delle Poste) mi sono girato verso gli impiegati dietro al bancone, e con un discreto ma esplicito sorriso, gli ho comunicato la novità. Corrisposto da un cenno della testa di compiacimento ci siamo scambiati i consueti «salve» - «alve».

La svolta è arrivata un giorno mentre stavo uscendo, naturalmente a mani vuote, prima di lanciare il solito saluto, una voce maschile ha detto: «scusi, c’è da firmare».
Mi sono bloccato,e con l’aria falsamente scocciata ed un po’ antipatica che assumo quando mi metto sulla difensiva, ma pronto ad attaccare, atteggiamento che i miei Amici ben conoscono, ho risposto senza voltarmi «L’è 'dree parlà con mì» (notare che ero solo nella sala) «sì, con lù. Gh’è de firmà ona Raccomandada».

Si è accesa un luce nei miei occhi ed i cupi pensieri si sono dissolti. Quando l’impiegato mi ha messo davanti la busta ed il foglio da firmare orgoglioso e soddisfatto di quell’arrivo tanto… raccomandato, con un sorriso escancarado**, ho detto all’impiegato: «Ma… lù el parla anca el milanes?» come solo io parlassi milanese a Milano e lo masticassi da quando sono nato. «Se cappiss… son nassuu a Mialn».
Gli sguardi compiaciuti ed i sorrisi reciproci hanno cancellato i laconici «salve» - «alve» sostituendoli con dei compiaciuti «se vedom» - «se vedom».

Tutte le volte che andavo a vedere se c’era “qualcosa” in casella, prima di uscire, complice l’aumento costante degli arrivi, animato trovavo qualche scusa per scambiare due parole con l’Armando, il quale non esitava a cacciare nel discorso qualche parola in milanese, aspettandosi una risposta nella medesima lingua. Cosa che non gli ho mai negato, scaturendo così un ping-pong meneghino, che incuriosiva e divertiva sia la Teresa che il Giovanni, poco più in là, semicoperti da pile di buste e pacchi.

Una quindicina di giorni fa, mentre firmavo un’altra ricevuta per una Raccomandata, l’Armando, discretamente mi ha chiesto cosa volesse dire la scritta “AMBROGIN DE LEGN” riportata sulla busta. Ho spiegato in linea di massima la struttura dell’evento, “contaminando” la descrizione con l’entusiasmo che i costanti arrivi di quei giorni mi stimolava. Arrivato a descrivere la parte relativa ai pittori, l’Armando si gira verso il Giovanni, che con l’orecchio era sempre stato attento alle nostre chiacchiere, ma non si era mai intromesso, e gli ha detto, «Giovanni… perché non partecipi anche tu?» e rivolto a me, «può vero? è bravo sai..»
Naturalmente ho risposto che ci avrebbe fatto piacere se avesse partecipato, e per vincere la timidezza che mostrava, ho lasciato all’Armando un mio biglietto da visita, dicendogli di andare sul sito e scaricare l’invito, per sapere tutto.
Anche Teresa si è avvicinata per avere un biglietto da visita, «anzi due, che c’è una collega che dipinge anche lei».

Venerdì scorso (22 settembre) sono tornato alla Posta, prima di uscire l’Armando mi ha chiesto di aspettare un momento, che aveva mandato a chiamare la Gianna, la collega pittrice che voleva saperne di più per magari partecipare.

Mentre aspettavo che arrivasse gli spiegavo che il termine per ricevere le domande di partecipazione alla collettiva era scaduto il 17 e che passavo alla casella solo per vedere se era arrivata qualche busta ritardataria, spedita all’ultimo momento.

Quando è arrivata Gianna, col mio biglietto da visita in mano, Giovanni si era fermato per risentire di nuovo ciò che dicevo a Gianna. Alla fine, dispiaciuto più io di loro, gli ho detto di inviare comunque la foto di una loro opera, con i documenti richiesti, aggiungendo… senza prometterglielo, che se avessimo avuto qualche soldo in più e il permesso dal Comune di utilizzare anche una parete, avremmo voluto esporre anche i quadri che purtroppo non erano rientrati nei dodici, previsti dai mesi del calendario Gregoriano.

Non so se Giovanni e Gianna invieranno le loro opere, io so che andrò ancora qualche volta a vedere se arrivano delle buste. Anche se non potranno partecipare avrò l’occasione de fà quatter ciaccer in milans cont i mè amis postin, che naturalmente inviterò all’evento.
Se vedommArmando e tucc i alter. elbor

 

** Spalancato è la traduzione dal portoghese brasiliano di “escancarado” – sgraziato, senza ritegno e sem vergonha. Un suono onomatopeico che rende perfettamente l’idea.

 

 


Questa è una della canzoni di Raul Sexas che più mi piacciono.
Ascoltala cliccando sula foto qui sotto, parla di un tipo che "si lamenta di gamba sana"che... 
Com a boca escancarada, cheia de dentes, esperando a morte chegar. Kkkkkk

raul-sexas


Ouro de Tolo

de Raul Sexas

Eu devia estar contente porque eu tenho um emprego
Sou o dito cidadão respeitável e ganho quatro mil cruzeiros por mês
Eu devia agradecer ao Senhor
Por ter tido sucesso na vida como artista
Eu devia estar feliz porque consegui comprar um Corcel 73
Eu devia estar alegre e satisfeito por morar em Ipanema
Depois de ter passado fome por dois anos
Aqui na cidade maravilhosa
Eu devia estar sorrindo e orgulhoso por ter finalmente vencido na vida
Mas eu acho isso uma grande piada e um tanto quanto perigosa
Eu devia estar contente por ter conseguido tudo o que eu quis
Mas confesso, abestalhado, que eu estou decepcionado
Por que foi tão fácil conseguir e agora eu me pergunto: e daí?
Eu tenho uma porção de coisas grandes pra conquistar
E eu não posso ficar aí parado
Eu devia estar feliz pelo Senhor ter me concedido o domingo
Pra ir com a família no jardim zoológico dar pipocas aos macacos
Ah, mas que sujeito chato sou eu que não acha nada engraçado
Macaco, praia, carro, jornal, tobogã, eu acho tudo isso um saco
É você olhar no espelho, se sentir um grandesíssimo idiota
Saber que é humano, ridículo, limitado
E que só usa 10% de sua cabeça animal
E você ainda acredita que é um doutor, padre ou policial
Que está contribuindo com sua parte
Para nosso belo quadro social
Eu é que não me sento no trono de um apartamento
Com a boca escancarada, cheia de dentes, esperando a morte chegar***
Porque longe das cercas embandeiradas que separam quintais
No cume calmo do meu olho que vê
Assenta a sombra sonora de um disco voador

*** con la bocca spalancata, piena di denti, aspettando che la morte arrivi

Commenti   

0 #1 Anna Maria 2017-10-15 19:27
E' diventato un racconto il tuo andirivieni dalle Poste! Hai trovato nuovi possibili soci? Niente male la canzone. Ciao Anna Maria
P.S. - Ho visto la carrellata di foto dei Soci: un bel numero e bella gente!
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