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8 de november 2017

Caro… Amico Meneghino…

 

… questo è il “l’aggettivo” col quale abbiamo deciso di chiamarti nei materiali di comunicazione realizzati per L’AMBROSIN DE LEGN e durante l’evento.
In questo lungo racconto (sei avvistato) vorrei raccontarti come è nato l’evento, perché si chiama così e la storia del premio in palio.
A febbraio, conclusa la mostra “I MAI VIST di elio-borgonovo”, felice e soddisfatto per l’ottima affluenza di pubblico e… “compiaciuto” per i favorevoli commenti ricevuti, ero esausto per l’impegno messo nell’organizzare ed allestire la mostra. Durante le giornate nelle quali riordinavo i materiali e le opere esposte, mi dicevo che sarebbe passato un bel po’ di tempo prima che mi sari cimentato nell’organizzazione di un nuovo evento.

Mentre “scaffalavo” tutto, piccolo dipinto su legno ha catturato la mia attenzione, per la somiglianza ad una di quelle raffigurazioni di certe monete medioevali, con la fusione un po’ “grossolana”, quelle dove la figura non appare dettagliata così come nelle monete moderne. Lo spessore del legno sul quale è stato dipinto ha rafforzato questa somiglianza alle vecchie monete.
L’ho accantonato ed ogni volta che riponevo qualcosa, gli davo un’occhiata. Poi, mi è venuto in mente che el viejo aveva dipinto un… “Grosso da 2 soldi”, che aveva regalato, in occasione dell’edizione del 1987 del “Premio Burla”, al vecchio amico Sergio Salemi, inventore vulcanico di gadget ed alttro, e patron del concorso.
Sergio, ora amico anche mio, quando sono andato a trovarlo un paio d’anni fa, ha permesso che lo fotografassi, per “esporlo”alla Permanente virtuale di elio-borgonovo assieme ad altre opere che ha acquistato del viejo.
Pensando a questo mi è venuto in mente che sarebbe stato bello un premio all’Arte Meneghina, che… in un qualche modo, ricordasse mio padre e la sua l’opera artistica e quel "Bisson" mi è parso adatto.

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Come sempre faccio, mi sono messo a cercottare sul computer, tra i files infognati negli hard disk (in del rebellòt che gh'hoo in del compiuter) che da anni mi riprometto di organizzare.
Ho cominciato a pasticciare, poi sulla foto scattata al quadro/legno, con vari taglia, copia, incolla e pensa. Scontorna e rifletti, aggiungi un po’ di “tampone magico”* m’è venuta fuori questa immagine.

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Mentre ci lavoravo m’è venuto in mente, direi non senza una vena polemica, l’antipatica “questione” de l’Ambrogino d’Oro ricevuto da mio padre che alla fine del racconto spiego più nel dettaglio.
Riflettendoci, ho pensato che sarebbe un giusto riscatto per el viejo e non solo, organizzare un premio all’espressione Artistica Meneghina, che non fosse deciso, come il blasonato, nelle stanze di Palazzo Marino, ma votato dalla gente Comune.
La scelta che questo fosse premio “povero” è venuta da sé (senza i danee, domà quell che gh’è) mentre, quella di chiamarlo in lingua milanese, è… stata un piacevole obbligo.
Eccoti presentato L’AMBROSIN DE LEGN – Premio all’espressione Artistica Meneghina – Per non dimenticare elio-borgonovo.
Qualche tempo dopo, verso aprile/maggio, sono andato a rompere le scatole, ed esporre le mie elucubrazioni, indovina a chi? A degli altri matti, per lo meno quanto me; alla Paola Cavanna in primis, alla Maria Rosa Cadelli ed ultmio, solo per cavalleria, al Gianfranco Gandini. Ci siamo trovati al Filologico poco prima della lezione di lingua milanese del martedì così anche la Mariella Pelizzeris ha potuto ascoltare l’idea.
Con un bozzetto in mano per aiutarmi ad illustrare la metà delle idee che avevo, gli ho raccontato concitatamente ed enfaticamente la “follia”. E loor h’hann dì… «bell casin, ma… se podaria anca fà». Aggiungendo e perfezionando con un’altra metà dei idee quella che è diventata la struttura dei concorsi e de L’AMBROSIN DE LEGN.
Non ti racconto le motivazioni che ci hanno portato ad associarci e le vicissitudini burocratiche per costituire il 20 giugno 2017…

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Sta di fatto, che per avere il tempo di organizzare l’evento, che per evidenti motivi deve tenersi in “quel” periodo abbiamo iniziato a correre.
Stabilito il premio, è cominciata la ricerca in internet a chi chiedere di realizzare i 3 o 4 premi per i vincitori dei tre concorsi: PITTURA, POESIA, MUSICA. (Uno per le eventuali Autorità o per l’archivio dell’associazione).
Dopo una quantità di telefonate e mail improduttive, un giorno tornando sora la mia spicciola dall’ufficio dell’amico Franco, in via Pestalozzi n. 10, dove ero andato per accordarmi sulle assi da farmi prestare per formare le colonne sulle quali appendere i quadri dei pittori della mostra collettiva, in questo vecchio agglomerato di capannoni ristrutturati che oggi ospitano una interessante concentrazione di artigiani e liberi professioni, sono passato davanti alla GMA.
Le porte della “corniceria” erano aperte e con la coda dell’occhio ho visto una grossa cornice in legno intagliato e grezzo. Hihihihih – rumeore di frenata.

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Ho fatto dietrofront e sono entrato. Mi ha ricevuto il signore di corporatura robusta ma dal viso conciliante, che dopo la mia confusa premessa «Buon giorno, scusi ma questa cornice l’ha fatta lei?» «No… la compro dal fornitore» «Ma lei gli dice come farla?» «No… scelgo da un catalogo» «E il fornitore fa solo cornici?» A quel punto il signor Giovanni mi dice «Perché non mi dice cosa ha bisogno, così le dico se posso aiutarla?»
Ho raccontato che cosa necessitavo e dato che come ben sai sono prolisso, ci siamo seduti e il Giovanni, dalla scrivania ha tirato fuori una di quelle vecchie rubriche, con le pagine volanti e le “unghiate” consumate, ed ha iniziato a fare delle telefonate. Anch’esse improduttive. Alla fine mi ha detto «Se vuoi annegare, devi andare al mare» ed in questo caso, «Se vuoi farti fare quello che hai in testa, secondo me devi andare in Trentino o per lo meno dalle parti di Verona dove trovi ottimi intagliatori».

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Son tornato a casa e mi sono messo a cercare nella direzione che il Giovanni mi aveva consigliato e dopo qualche “cerca” ho trovato F.lli Giacon snc di Bovolone, neanche a dirlo… in provincia di VR.
Ho telefonato, non ti tedio raccontandoti tutte i particolari e le questioni tecniche discusse con signor Giorgio Giacon, ma te le riassumo dicendoti cosa mi ha detto «se vuoi 6 intagli fatti coi nostri torni, devi farti fare la “madre” da un intagliatore. Il migliore della zona è Luigino, ti do il telefono, sentilo». «Grazie».
«Pronto parlo col signor Luigino Lardini?» «Comandi» dopo le prime difficoltà di sintonizzare il mio orecchio alla forte pronuncia/dialetto veneto del Luigino – già perché fuori da Milano c’è ancora molta la gente che parla “normalmente” nel proprio dialetto e forse… “fatica” ad esprimersi in italiano - gli ho spiegato cosa necessitavo.
Naturalmente Luigino, è maestro con le sgorbie e il martelli, ma non un uomo da computer. Fortunatamente il figlio geometra, gli fornisce il supporto informatico, così tramite lui gli ho inviato il bozzetto, e nella successiva telefonata ci siamo accordarci sul lavoro da fare.
Aperta la via telematica, uno breve scambio di mail e foto whatsappe ci ha condotti a fissare l’appuntamento a Bovolone per conoscersi ed incontrare il Giacon.

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Luigino si è messo subito all’opera e dopo una settimana mi ha inviato una foto di avanzamento lavoro, guardando la quale ci siamo accordati su alcune modifiche e dati appuntamento per la mia “calata” in quel di Bovolone per poi andare assieme dal Giacon.
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Raggiungere Bovolona senza mezzi (a motore) propri, non è cosa facile, te o garantisco. Ma anche qui, una soluzione ci è venuta incontro.
Quando si dice il “motore veneto”. Il super-attivo Giorgio Giacon ci ha accolti sulla porta di un capannone che faceva solo intuire le dimensione della falegnameria e dei macchinari che sentivo girare. Con un poco di soggezione, col mio disco di 26 cm (la “madre”) e l’appetitosa proposta di duplicarlo ben… 12 volte.
Accantonando l’umiltà della richiesta che stavo per fare, ho porto la mano al signor Giorgio ed iniziato a spiegare le mie esigenze, dovendomi interrompere ogni tre per quattro, perché gli operai venivano a chiedergli orientamenti (te lo dico per darti l’idea delle dimensioni dell’azienda e su che questioni è abituato a trattare il signor Giorgio).
Avendo chiesto al Luigino di realizzare una “madre” di 26 cm di diametro (quando il pantografo dei fratelli Giacon lavora 12 pezzi in linea di 25 cm massimo) ho dovuto ridurre a sei il numero di copie da ordinare. (Un vero clientone… per i F.lli Giacon).
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Sta di fatto che “l’importante commessa” è stata accettata, così con l’amico Flavio, che abita a Brancolino (RO) al quale ho chiesto di farmi da autista, perché se no a quest’ora sarei ancora nella pianura veneta, su e giù dai rari autobus di linea che la “servono”, cercando di arrivare a Bovolone, siano andati a pranzo in una di quelle belle trattorie veramente “rustiche” che una volta c’erano anche qui nei dintorni di Milano, prima di farmi accompagnare alla stazione di Verona a prendere il treno.

Dopo una decina di giorni, il Giacon m’ha whatsappo una foto di una delle sei copie, che come previsto, necessitava di un secondo intervento del Luigino. Il quale avvertito è andato a prendere il materiale da terminare.

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Un secondo giro di foto e la lunga telefonata con Luigino per accordarci sull’intervento da fare mi ha costretto a ridurre il numero di AMBROGIN DE LEGN “perfetti” a quattro, ma in compenso ho quasi imparato a parlare il veneto… ciò.

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Ancora una volta sono ricorso a Flavio, al quale ho chiesto di ritirare il lavoro e portarmelo a casa, alla prima occasione che sarebbe venuto a Milano.
Nel frattempo, sono passato per aggiornare l’ormai amico Giovanni (il corniciaio) sull’evoluzione della realizzazione del premio. In quell’occasione, dato che avevo già pensato di raccontarti questa avventura, così come avevo fatto al Luigino e all’azienda del Giacon, ho scattato qualche foto alla G M A, il suo laboratorio di corniciaio.
A questo punto il premio AMBROSIN DE LEGN 2017 è stato realizzato, mancava… la personalizzazione.
Il desiderio era quello di incidere, con qualche tecnica o “alchimia”sul retro del premio, il marchio de el gropp, il logo del concorso e sarebbe stato meraviglioso… aggiungere in un secondo momento, il nome del vincitore che il pubblico ha decretato la sera dell’evento.
“Squadra vincente non si cambia”. Sono tornato da Giovanni e gli ho chiesto se nella sua supertecnologica agenda avesse anche l’indirizzo di un artigiano che avrebbe potuto incidere sul dedree di trii AMBROSIN, (cont el Giovann se pò parlà in milanes) la personalizzazione. «Non c’è bisogno della rubrica. Prima di uscire, infili l’ultimo vialetto qui dell’agglomerato, in fondo, c’è uno che se glielo chiedi magari te lo fa».
Il solo entrare nel capannone mi ha fatto capire che quel giovane era un geniale “extraterreste” come i personaggi animati meccanicamente che realizza per film e pubblicità, un esperto degli effetti speciali – un nuovo Rambaldi.
Ma come sempre, tra il dire e il fare… gh’hinn de mezz i… danee. Nono stante la sua disponibilità, come dire… ad essere presente in questa avventura, il preventivo, limato, stra-limato e poi piallato non era alla portata delle nostre finanze. Ecco uno dei motivi che… associazioni come la nostra, che non ha sovvenzioni Comunali, fanno sì che le iniziative organizzate NON raggiungano mai il livello con le quali sono state pensate.
Un maggior numero di adesioni permette una più completa e migliore qualità delle iniziative.

Comunque… semm pien de creatività e questa l’è a gratis, così assieme al mio amico Giorgio, lo stampatore col quale lavoro da più di vent’anni, abbiamo trovato una soluzione molto bella.
Stampare, usando la stessa carta pergamena degli attestati da consegnare a tutti gli artisti che hanno partecipato a L’AMBROSIN DE LEGN, il “certificato” personalizzato (con nome e cognome) di tuttu loro, che attesto la vittoria dell’AMBROGIN DE LEGN nella rispettiva categoria artistica.
Poi, dopo che gli scrutinatoti avranno stabilito i tre vincitori, applicheremo quello che ci indicheranno sul retro del premio, superando così l’ennesima difficoltà, con la famosa creatività italiana, unita al riconosciuto pragmatismo meneghino.

Ok, come cantava Celentano nella famosa canzone NON sua… “Questa è la storia”… de L’AMBROGIN DE LEGN 2017. Se mi hai letto sin qui, e se potrai essere presente il giorno 16 dicembre, alle ore 15:00, alla Scuola del Corpo della Polizia Locale di Milano, all’entrata del bellissimo Auditorium Comandante Pastorino, troverai esposti i tre premi, e magari guardandoli, ritroverai alcuni brani di questo racconto.

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Mai come questa volta, il saluto… se vedom è stato più appropriato. elbor

 

 

Personaggi ed interpreti

della “novela meneghina” in ordine di apparizione

Franco Stefanelli – Amico - Stefanelli s.r.l – Ristrutturazioni e costruzioni edili – via Pestalozzi n. 10 - MI

Giovanni - GMA Cornici – via Pestalozzi n. 10 – MI

Luigino Leardini – Maestro Intagliatore – Bovolone VR

Giorgio Giacon - F.lli Giacon Giorgio e Gelmino s.n.c. Pantografi e stampa su legno dal 1970 – viale del Lavoro, 17 – Bovolone VR 

Flavio Marzadro – Amico e artista - Brancolino RO

Simone - Effetti speciali cine e pubblicità - via Pestalozzi n. 10 - Milano


Giorgio Ghisletti - Stylux Stampa di alta qualità – viae Ortles, 6 – Milano 

* Tampone magico è una funzione del programma di ritocco fotografico tanto amato da attrici e uomini/donne di spettacolo, politica etc. che permette di fare “ritocchi” inimmaginabili, smagrendo, alzando la statura, togliendo rughe e imperfezioni. Non è in vendita la versione che fa anche il caffè perché chiuderebbero tutti i bar del mondo. Sto parlando di Photoshop® della Adobe Systems, che… numm milanes ciamom famigliarmente Fotoschiop®.

 

 



La questione

La questione mi è capitata poco dopo la morte di papà, quando stavo organizzando la sua retrospettiva al SEICENTRO.
Lo sapevo, me l’ha mostrato ed ora ce l’ho io, l’Ambrogino d’Oro (anche uno d’argento) che papà ha ricevuto, in occasione del suo primo classificato al Concorso “Milano sulla tavolozza” nel 1968 dall’Assessore Carlo Ripa di Meana.

Il fatto che non avesse incorniciato la medaglia sopra un attestato o qualcosa che certificasse il riconoscimento (cosa che, conoscendolo, avrebbe fatto certamente) ho voluto chiedere appuntamento all’Ufficio del Cerimoniale per avere informazioni in merito. Un impiegato molto scrupoloso e zelante, con quell’aurea che hanno “i para-statali” quando sono annnnnni che lavorano nel “Pubblico” ha fatto una ricerca e qualche giorno dopo mi ha convocato ed informato che… «suo padre non ha ricevuto alcun Ambrogino, d’oro e d’argento che sia. Guardi la lista in internet…».
Infatti c'è il nome di Ada Lauzi che nel 1994 haricevuto la Benemerenza Civica, come Roberto Marelli che l'ha ricevuta nel 1988.

Quando ho ribadito il possesso della la medaglia, l’impiegato ha annuito e mi ha spiegato che la causa di questa mia “amarezza” già altri l’hanno “assaporata” perché frutto di un… equivoco, principalmente causato dall’impreciso linguaggio di molti giornalisti, che per comodità o perché suona meglio, scrivono Ambrogino d’Oro invece di Benemerenza Civica.
Il primo è un riconoscimento “aggiuntivo” alla Benemerenza, che è un attestato che accenna i meriti che l’intestatario ha rivolto alla Città.
E c’è di più, mi diceva il funzionario. Per anni, sindaci, assessori e personalità Comunali, in occasioni di importanti manifestazioni o eventi cittadini, hanno consegnato come riconoscimento, le medaglie d’Oro degli Ambrogini ai meritevoli, senza però tenerne una lista.
Quindi… papà come altri, hanno ricevuto sì l’Ambrogino d’Oro. Non la Benemerenza Civica. Ciò non vuol dire che non abbiano ricevuto un riconoscimento importante, dato che è aggiuntivo alla Benemerenza.
Se poi, Ambrogino d’Oro è usato da alcuni giornalisti, o digitandolo su Google, nella che appare, appare “COMUNE DI MILANO – Ambrogini” e cliccandoci sopra si collega al sito ufficiale delle Benemerenze Civiche non è certo papà o tutti coloro che hanno ricevuto un Ambrogino d’Oro ad “appropriarsi” di una definizione non corretta.
Breve ma non imprecisa Wikipedia spiega le differenze tra i due riconoscimenti.

 

 

 

 

 

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