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Domenica 21 de Magg 2017
Ho pensato di proporti un aggiornamento dei contributi consultabili, che ho rintracciato, relativamente ad un fatto, che a centoquattro anni dall’accaduto, ancora interessa persone e ricercatori in approfondite ricerche: la morte della “povera Rosetta”.

 

 

 

  

L’ultimo che ho scoperto è Marco Ardemagni. Ex-collaboratore di RP, ora conduttore (con Filippo Solibello, Cinzia Poli e Claudia de Lillo) della divertente trasmissione “Caterpillar AM”, tutti i giorni in onda per un’ora e mezza dalle 06:30 su Rai Radio2.

L’Ardemagni ha un blog, ampio per gli argomenti trattati e valido per la precisione delle fonti che cita. In questo suo “raccoglitore” ha dedicato un lungo ed accurato post intitolato: La povera Rosetta (e la sua famiglia): una storia milanese, nel quale ha menzionato positivamente (e di ciò lo ringrazio sentitamente) il lavoro di ricerca e trascrizione del quotidiano “Avanti!” svolto in collaborazione col Roberto Marelli, pubblicato qui nel sito, nell’Aprile del 2016.

Qui di seguito riporto le due frasi di elogio, ma vale la pena visitare il blog, per avere altre informazioni che non sono presenti nei due racconti qui nel sito. 

… (Qui va ringraziato il sito elio borgonovo Milan... in del coeur per l'opera di documentazione sugli articoli dell'Avanti! dei giorni 27, 28, 29, che ho reperito successivamente in forma integrale presso l'Istituto Salvemini di Torino). …

… - Avanti! (soprattutto tre articoli 27, 28, 29 agosto 1913) ricavati inizialmente dal sito elio borgonovo Milan... in del coeur (con alcune omissioni nel terzo articolo) e finalmente in forma integrale grazie alla cortesia dell'Istituto Salvemini di Torino; …

N.d.r. Le omissioni erano dovute alla involontaria illeggibilità della scansione inviatami dall’Istituto di Torino.

 


Al blog dell’Ardemagni non sono arrivato con una ricerca o per caso, ci sono arrivato su indicazione di un amico che me l’ha consigliato, Di questo “personaggio” vorrei raccontarti come siamo arrivati a conoscersi. 

Nel dicembre del 2015, quando dopo aver pubblicato il primo racconto sulla Rosetta, un lettore di nome Guido, mi ha scritto, affermando di averne la documentazione che mostrava la falsità dell’omicidio della Rosetta, mail che ho pubblicata nel dicembre del 2015 all’interno di un secondo blog, nel quale la Paola Cavanna ha contributo con la sua poesia “La Rosetta de la Vedra” tratta dal suo libro STRIA IN CIEL.

“Ingolosito” dal possibile scoop ho chiesto al Guido di inviarmi la documentazione, al fine di pubblicarla e metterti a conoscenza della scoperta. Poi… probabilmente, per la freddezza del mezzo informatico (mail e sito) o per le mille vicissitudini della vita, la richiesta fatta al Guido è caduta nel dimenticatoio.

Dopo il pezzo realizzato con l’aiuto del Marelli, pubblicato nell’Aprile 2016, intitolato “La Rosetta de la Vetra 2.0” quello citato dall’Ardemagni, a Febbraio del 2017 il Guido ha riaffermato l'inesattezza relativa alla morte della Rosetta con una mail, ritrattandola e scusandosi subito dopo, in aprile, affermando di essere stato vittima di un “banale quanto grossolano” scambio di persona, dovuto all’equivoco sul cognome della Rosetta (Andressi/Andrezzi – quello corretto. Particolare riportato anche dall’Ardemagni). 

Ma… incuriosito dal “personaggio” ho ribadito il mio desiderio di conoscerlo personalmente, e dopo un paio contrattempi da parte di entrambi, alla fine di aprile l’ho conosciuto.
Tu dove gli avresti dato appuntamento? Io ho pensato che sarebbe stato perfetto se ci fossimo trovati al… Civico Archivio Storico del Castello Sforzesco. E così è stato. 

Si è presentato un mio coetaneo; sorridente, pieno di energia, desiderio di mostrarmi le sue competenze ed intenzionato a condividere i risultati di questa, che è una vera e propria passione: fare ricerche negli archivi anagrafici… la definirei.

Ho subito notato la padronanza del Guido Longhi Calcaterra con le procedure necessaria ad accedere ai faldoni dell’archivio, l’abilità nel compilare i moduli e… una volta entrati nella sala dell’archivio, i discreti cenni col capo rivolti ad alcune degli studiosi/ricercatori (quelli che un gretto come me ha sempre chiamato… topi da biblioteca) seduti ai vari tavoli.
Impressionante è stata la velocità con la quale ha individuato, dentro una sterminata fila di scaffali a parete, il faldone che cercavamo. Le dimensioni approssimate dell’oggetto sono 60x90 cm chiuso, per circa duecento pagine… manoscritte. Naturalmente il Vostro “super esperto reporter” è riuscito a farsi riprendere dal personale dell’archivio, prima per il volume troppo alto della voce, poi perché stavo annotandomi dei particolari sulla mia agenda, utilizzando un pennarello. Cosa vietatissima, in quanto solo le matite sono permesse nella sala.
Per la cronaca: Guido ha voluto mostrarmi come deve essere fatta una superficiale ricerca utilizzando il cognome “Borgonovo” – a Milano – in alcuni anni del secolo 18° secolo (1800???).

In questo incontro Guido mi ha anche raccontato nel dettaglio come è avvenuto l’errore col cognome della Rosetta, ribadendo le sue scuse per la svista. Poi, abbandonato l’archivio, passeggiando nel Castello Sforzesco, gli ho chiesto quale motivo lo spingesse a cercare tra quei faldoni fatti ed aneddoti di individui non conosciuti personalmente, con quale criterio scegliesse uno e non un altro e cosa ne facesse delle informazioni trovate.
M’ha risposto sorridendo: «Nulla, mi piace conoscere e farmi un’idea, attraverso dei documenti, di come fosse il passato. Tengo queste ricerche che per me diventano storie e le archivio. Quelle più belle, più interessanti a volte le pubblico sul mio blog.
Guido è la scoperta (piacevole scoperta) che concludo questa update della storia della Rosetta: consigliandoti di visitare anche il blog del Guido.

Mi sono fatto dare l’indirizzo del suo blog, dal quale ti propongo uno dei personaggi che lo popolano. Leggilo cliccando qui, poi mi dici cosa ne pensi… 

Buona lettura. Se vedom… elbor

 

Ps. Il Guido, ha anche una pagina facebook che puoi visitare cliccando qui .

 

 

 

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